Anonymous: Il crimine utile

Questo blog si è sempre riservato il diritto di interpretare il concetto di crimine organizzato nel modo più ampio possibile. Non perché gli argomenti sarebbero prima o poi finiti (cosa che, purtroppo, è lungi dall’essere vera), ma per mostrare a chi legge che il fenomeno non è un iceberg staccatosi dal resto della società. La sua forma, la sua natura stessa, non possono essere compresi se non in relazione all’intero universo sociale. Il crimine organizzato non è solo mafia, né – agli occhi di molti – solo cattivo. E’ il caso forse del gruppo hacker Anonymous, che venerdì 3 febbraio ne ha combinata un’altra delle sue.

Anonymous ha umiliato l’americana FBI e la britannica Scotland Yard rendendo pubblica una chiamata che riassumeva lo stato delle indagini contro i famigerati cyber-criminali. La notizia ha creato un terremoto nell’intero popolo dei media. Al momento della stesura di questo post Google News segnala 1424 giornali in lingua inglese che riportano la brutta batosta. E ancora aumentano.

Immagine anteprima YouTube

In realtà quei quasi 17 minuti al telefono non rivelano niente di interessante, o che già non si immagini. Si parla di due cittadini inglesi, Ryan Cleary e Jake Davis, sospettati di far parte del gruppo. Si cerca di delineare una strategia comune non solo al contrasto di Anonymous, ma anche contro gruppi simili, come Lulzsec e Antisec. E poi si scherza, chiamando “idiota” un ragazzino quindicenne che gioca a fare l’attivista informatico.

Non è importante il contenuto quanto la forma, il messaggio. Un account twitter collegato ad Anonymous l’ha sintetizzato in una frase molto Orwelliana: The investigators became the investigated, the watchers became the watched. Gli investigatori sono diventati gli investigati, quelli che guardavano sono ora guardati. E’ guerra psicologica, inversione delle parti. E’ gettare una torta in faccia all’autorità e far ridere il mondo intero per la la bravata. E’ farli incazzare, denudarli. Per poi sgattaiolare via felici e anonimi.

Sono dei criminali i membri di Anonymous? Hanno battuto a braccio di ferro il sanguinario cartello della droga messicano dei Los Zetas, condannato alla gogna mediatica pedofili, criticato le politiche di austerità in Grecia, assalito i siti del Dipartimento della Giustizia americano e di altre società che appoggiano le leggi antipirateria SOPA e PIPA. Un miscuglio che all’occhio del pubblico li rende partigiani, romantici pirati e protettori dll’etica e della libertà 2.0. Eppure no, sono dei criminali. Per definizione: le leggi sono quelle. Se sgarri, sei indagato, accusato, e vai in galera.

Ma le regole, si sa, sono fatte per creare ordine in un ben determinato contesto storico e sociale. Il contesto cambia, sempre, e quando muta troppo certe regole perdono la loro rilevanza. Diventano dinosauri seduti sul progresso, massi che rallentano la corsa.

E’ successo così con la regolamentazione di internet. Nonostante tutti i suoi difetti, la rete è riuscita a rendere l’informazione liquida. L’espressione “ciò che è mio è tuo” ha forse ottenuto in questo stadio della storia umana un significato pieno e vero. E questo non riguarda solo la sfera digitale. Attraverso internet potremo avere oggetti tangibili, reali, scaricandoli (per fare un esempio, il famoso sito PirateBay già fornisce torrent per stampare oggetti con le nuove stampanti 3d – ancora costose, ma il prezzo si abbasserà presto).

Il problema, però, è che la forza di internet sta rendendo inerme una regola chiave che ha spinto l’economia fuori dai feudi e verso le multinazionali, quella del diritto d’autore. E il diritto d’autore tiene ancora forte lo scettro, non gli va di cambiare, di adattarsi al contesto dell’informazione libera.

Qui gli Anonymous entrano in scena. Sono il sintomo di una Terra che cambia il suo ordine, e lo fanno gridando e schernendo i poteri vecchi. Rendono evidente che concetti come il copyright devono accogliere e fare spazio ad altro. Si fanno anche messaggeri di un’etica, quella contro le mafie e i pedofili per esempio, che ingloba società di ogni Nazione.

Anonymous è un gruppo criminale utile. Ti dice che le cose non stanno più come prima. Puntano ai problemi e alle contraddizioni, ma non alle soluzioni. A quelle dobbiamo pensarci noi.

Lascia un Commento