Ogni tanto arrivano mail, da parte dei lettori. In realtà arrivano più che altro messaggi di spam (a tal proposito, mando un saluto ai miei commentatori più appassionati, gli amici ermetici del Clan della Consonante, che hanno espresso grande ammirazione per il mio lavoro con un commento al post “L’imbarazzo della scelta” proposto in quattordici varianti:
“Hello! ddegkag interesting ddegkag site! I’m really like it! Very, very ddegkag good!”
“Hello! adadeee interesting adadeee site! I’m really like it! Very, very adadeee good!”
“Hello! ckadebc interesting ckadebc site! I’m really like it! Very, very ckadebc good!”
“Hello! efbfdda interesting efbfdda site! I’m really like it! Very, very efbfdda good!”
“Hello! fdffdfe interesting fdffdfe site! I’m really like it! Very, very fdffdfe good!”
“Hello! bdkdfda interesting bdkdfda site! I’m really like it! Very, very bdkdfda good!”
“Hello! kdedfad interesting kdedfad site! I’m really like it! Very, very kdedfad good!”
“Hello! dcbadbf interesting dcbadbf site! I’m really like it! Very, very dcbadbf good!”
“Hello! eckfaeb interesting eckfaeb site! I’m really like it! Very, very eckfaeb good!”
“Hello! ebdcfca interesting ebdcfca site! I’m really like it! Very, very ebdcfca good!”
“Hello! eaddbgc interesting eaddbgc site! I’m really like it! Very, very eaddbgc good!”
“Hello! kcfdfed interesting kcfdfed site! I’m really like it! Very, very kcfdfed good!”
“Hello! abaabea interesting abaabea site! I’m really like it! Very, very abaabea good!”
“Hello! edecded interesting edecded site! I’m really like it! Very, very edecded good!”).
Tuttavia ogni tanto qualche essere umano mi scrive. Inutile dire che nella stragrande maggioranza del casi (due) si tratta di complimenti ed incoraggiamenti, ma si sa, non si può piacere proprio a tutti, quindi mi capita anche di ricevere qualche astioso messaggio da parte di più o meno anonimi utenti che esprimono pacatamente ed educatamente la loro opinione nei miei confronti sotto forma di invettiva e di anatema multiplo; ho il sospetto che questa reazione piccata sia dovuta al fatto che, con molta probabilità, un annuncio DI MERDA scritto COI PIEDI da loro stessi sia stato SPUTTANATO qui su questo blog. In pratica je rode er culo, ecco.
Poi mi sono arrivate un paio di mail da parte di giovani startupper costernati per il fatto di trovarsi nella mia personale hall of shame degli annunci lavorativi indecenti, startupper con la stessa espressione di Dawson piangente – o almeno, è così che li immagino – ed una domanda timidamente pigolata tra un “vi daremo visibilità” ed un “siamo no profit”: «Ma perché ce l’hai con noi, che abbiamo fatto di male? Non è mica colpa nostra se non abbiamo soldi, da noi si collabora per passione, non c’è sfruttamento, l’unica cosa che sfruttiamo è la connessione a internet del vicino di casa – sai, coi guadagni provenienti da Google adv non riusciamo a coprire le spese – e poi il cane si è mangiato i compiti, davvero!».
Ora.
Io tendenzialmente non avrei nulla contro chi non ha i soldi nemmeno per comprarsi uno sturalavandini ma è tanto ambizioso da mettere su un progetto senza il becco di un quattrino pensando di renderlo economicamente sostenibile grazie all’intervento della Divina Provvidenza o di un altro deus ex machina a caso. Non ho nulla nemmeno contro il volontariato, contro i paladini della libera informazione, contro i blog amatoriali, e lo dico, al di là dell’ironia, davvero. Sono anche perfettamente consapevole del fatto che, ci piaccia o meno, in alcuni ambiti la gavetta si trascina avanti per anni e anni e anni e possiamo berciare contro gli aguzzini quanto vogliamo, la verità nuda e cruda è riassumibile attraverso il rapporto schienadritta: presainculo = lavoro dignitoso: realtà e rimarrò di questa opinione fino a quando verrò smentita, ossia mai.
Detto questo, c’è un dettaglio fondamentale.
Il modo in cui io vengo a sapere della vostra squattrinata attività, è quello che non mi sta bene. Una banalità, una pignoleria? Forse. Ma proviamo a metterci nei panni di una persona che così, a tempo perso è chiaro – sia mai che la speranza di trovare un annuncio valido venga ripagata – decida di dare un’occhiata alle offerte lavorative. E prima di trovarle dovrà districarsi tra migliaia di proposte del cazzo, le vostre. Perché se è vero che ognuno è libero di intraprendere tutti i progetti che vuole, dovrebbe esistere la libertà di poter leggere annunci di lavoro quando li si cerca, così come ognuno è libero di dire “no grazie” ad offerte poco dignitose o di accollarsi il lavoro gratis. Che poi diciamo questa libertà in effetti non esiste se l’alternativa a lavorare gratis è non lavorare affatto, quindi siamo ben al di là del “non ho nulla da perdere”, siamo arrivati più o meno a “ho già perso tutto e vi maledico energicamente”.
Perché, o giovani pionieri del volontariato sotto mentite spoglie, volete ottenere lo stesso spazio, la stessa attenzione e lo stesso bacino d’utenza delle aziende che si preoccupano di pagare quattro fessi? Forse perché siete un po’ delle merde? Dai, forse sì. Ma soltanto un po’, non piangete.



