#ZAPPAtour – Nelle serre di Vittoria e l’Agricoltura INsostenibile

Stavolta vi racconto questa esperienza. Per lavoro mi capita anche di entrare nelle serre, nei luoghi da cui viene prodotto il “cibo” in maniera industriale. Questa esperienza la dovrebbero fare tutti i consumatori, ma nessuno di noi si chiede da dove viene quell’alimento che abbiamo acquistato e quanta strada ha fatto prima di arrivare nelle nostre mani. Andiamo sempre di fretta, la vita frenetica ci distoglie dai bisogni veri che sono l’accesso al cibo e l’accesso all’acqua potabile. Però il tempo per stare seduti ore in macchina ogni giorno o per fare file snervanti al supermercato lo troviamo sempre. Non tutti sanno che l’agricoltore è costretto oggi a fare i salti mortali per tirare a campare perché già solo una serra ha un costo di 100 mila euro.

serre dall'altoQui ne vedete a decine, e quindi pensate quanto sia esposto un agricoltore alle banche, visto che per pagare spesso accende mutui con rate costanti che non risentono delle oscillazioni dei mercati ortofrutticoli. Sentire questi discorsi dagli agricoltori mi ha fatto capire molte cose. Oltre al mutuo l’agricoltore  “industriale” e l’agricoltore “biologico” intensivo ha a suo carico il costo dei semi che non può più autoriprodursi per una legge Europea assurda che sta rendendo schiavi coloro che da secoli invece hanno prodotto cibo in quantità e di ottima qualità. Rendere sterili i semi vuol dire creare la fame nel mondo ed andare contro uno dei principi base della vita che è la Fertilità. Ma torniamo all’aspetto economico, anche se a mio avviso sarebbe l’aspetto meno interessante. L’agricoltore ha sulle spalle anche il costo dei teloni di plastica delle serre che deve mettere e togliere ogni anno, il costo del telone che mette a terra per ridurre gli infestanti, il costo dei fitofarmaci e dei diserbanti che deve usare per “prevenire” le malattie. Tutte materie di derivazione petrolchimica e che quindi risentono delle oscillazioni del costo del petrolio.

Melanzana serra 3Questa foto mi fa impressione. Guardate le dimensioni delle foglie, impressionanti. Queste sono melanzane e, come vedete il grado di maturazione non è uniforme. Ma l’Agricoltore spesso deve necessariamente spruzzare fitofarmaci anche se dopo qualche giorno dovrà raccogliere dopo pochi giorni… Come vedete c’è plastica sopra e plastica sotto, vedete tutti quei fili per tenere le piante, tutto lavoro manuale che costringe l’Agricoltore a stare in campagna a lavorare per ore ed ore. E mi viene da pensare che senso ha usare tutta questa chimica industriale, che senso ha far diventare l’agricoltura un’industria, se il suo principale attore,l’Agricoltore non ha migliorato le sue condizioni lavorative. Anzi le ha peggiorate notevolemente. Stare chiusi nella plastica è una sensazione stranissima, manca il respiro, specie nei periodi più caldi quando gli agricoltori non possono stare dentro le serre e quindi montano la mattina alle 5 e staccano alle 10 e poi riprendono nel pomeriggio fino a sera. E’ una sensazione asfissiante.

Pomodoro 3Qui invece i pomodori, anche in questo caso c’è un lavoro manuale impressionante. Che poi la necessità di usare diserbanti e pesticidi nasce dall’uso di semi standardizzati. Un tempo e per secoli infatti si sono usati semi autoriprodotti che si adattavano alle diverse condizioni climatiche e si modificavano geneticamente in modo naturale e diventavano resistenti ai parassiti. Oggi invece lo stesso seme viene seminato in Sicilia o in India e questo genera la necessità di usare antiparassitari e le piante sono più soggette a malattie. E infatti capita che nonostante tutta la chimica che si usa le piante si ammalino lo stesso…pianta malata

Un’altra assurdità è il periodo di semina per melanzane zucchine pomodori, peperoni che avviene a  Settembre e la produzione continua fino a Giugno\Luglio mentre naturalmente si dovrebbe seminare intorno a febbraio marzo, avere il massimo della produzione ad Agosto Settembre e finire la produzione massimo a novembre. Questo avviene anche per il Biologico e per me è un’assurdità perché biologico deve voler dire anche rispetto della stagionalità. Per questo mi fa innervosire vedere pomodoro o melanzane biologiche tutto l’anno. E per questo che sconsiglio vivamente di acquistarle tutto l’anno.

Un altro aspetto da far rabbrividire sono le api indistriali, o meglio i bombi. Per far avvenire l’impollinazione dei fiori servono le api ma poiché le piante sono chiuse nelle serre, le api o i bombi non riescono a far il loro lavoro naturale, che non è quello di fare miele, ma è quello di far avvenire l’impollinazione senza la quale non si avrebbero i frutti. Questo processo avviene o manualmente, sempre a mano dell’agricoltore, o con i BOMBI.

BombiQuesti BOMBI vengono acquistati in scatole sigillate e non è dato sapere la quantità precisa di animaletti presenti.. E poi incredibile quello che c’è scritto nelle scatole, come se i bombi sapessero leggere…

bombi 3Le drammaticità sta anche nel fatto che queste scatole e questi bombi, vivendo in un ambiente malsano e pieno di pesticidi muoiono ogni tre mesi circa e quindi l’agricoltore deve acquistarli di continuo, con un costo anche in questo caso enorme (oltre ovviamente alla vita infelice di questi esseri).

Dopo tutto questo lavoro la domanda nasce spontanea: “Ha già un acquirente per questa merce, giusto? Un contratto stipulato con qualche Azienda della Grande Distribuzione Organizzata…” E invece no! Loro raccolgono mettono nei bancali e spediscono al mercato ortofrutticolo di Vittoria, da qui il primo intermediario prende in consegna la merce e la rivende per conto dell’Agricoltore che se ne torna in campagna a lavorare. Così l’intermediario guardagna subito quanto guadagna l’agricoltore, senza avere investito un centesimo e dando l’elemosina all’agricoltore. Se quel pomodorino o quella melanzana verrà venduta a Torino a 5 € al chilo, l’Agricoltore ci avrà preso 13 centesimi… E in questi 13 centesimi ha tutto caricato: Il mutuo della Serra, I Semi, i Bombi, i Pesticidi, I Diserbanti, la Plastica, il Filo e dulcis in fundo la sua manodopera ed il suo investimento. Io credo sinceramente che stiamo giocando con il fuoco. In Italia si suicidano gli imprenditori, in India si suicidano gli Agricoltori. A breve se si continua così anche gli agricoltori, quei pochi che sono rimasti seguiranno i loro colleghi Indiani e gli imprenditori Italiani. Noi possiamo fare moltissimo con i nostri acquisti. Voti ogni volta che fai la spesa dice Padre Alex Zantelli. E noi con i nostri acquisti decidiamo a chi far andare i nostri soldi. Cerchiamo di acquistare attraverso i gruppi di acquisto che stanno andando benissimo. Cerchiamo di andare in campagna la Domenica dagli agricoltori a vedere cosa vuol dire coltivare e quanto sia bello e genuino farlo con i metodi tradizionali. Il termine Cultura viene dal verbo latino colere che vuol dire Coltivare. Bisogna tornare a Coltivare nel senso più antico del termine.

Vi inserisco un paio di appuntamenti ai quali si può partecipare. Socì usciamo da Internet e ci vediamo nella realtà!

Venerdì 24 Maggio ore 9:00 a Caltagirone Giornata dedicata ai custodi dei semi;

Sabato 25 Maggio giornata contro la MONSANTO a Catania al circolo città futura  faremo un dibattito sulla linertà dei Semi Via Gargano, 37

Domenica 2 Giugno A Villarosa presso l’Azienda Sangiovannello giornata in campagna all’insegna dei grani antichi siciliani. Per info chiedere a info@sangiovannello.it

Giornata del Compostaggio Domenica 5 Maggio a Mascalucia

Vi invito Domenica 5 Maggio alle ore 10:00 alla giornata del compostaggio che ha organizzato il circolo Rifiuti Zero di Mascalucia insieme al Movimento 5 Stelle.

5 maggio definitivaSarà un’occasione per passare dalla teoria alla pratica. Infatti saremo nel giardino della Delelgazione Comunale di Mascalucia che si trova a Massa Annunziata in via del Bosco 19 un giardino ad oggi praticamente abbandonato ma che potenzialmente potrebbe essere un luogo perfetto alle pendici dell’Etna per avviare corsi di formazione ed informazione ai cittadini sul compostaggio domestico e non solo.

5 maggio delegzioneNei locali si potrebbero fare (si faranno spero!) dei corsi agli studenti delle scuole di Mascalucia in cui si trasformano i “rifiuti” in splendide opere d’arte. Domenica avremo un’assaggio di tutto questo. Ci metteremo all’aperto (è primavera!) e spiegeremo come realzzare la compostiera in modo artigianale e faremo vedere quanto è semplice ottenere dell’ottimo terriccio fertile dagli scarti da cucina. Durante la giornata presenteremo anche una delibera comunale che ho adattato alle normative vigenti siciliane che ho preso dal comune di Genova attraverso la quale si istituisce l’albo dei compostatori con le regole per poter accedere ed un modulo da redigere attraverso il quale si avrà diritto allo sconto sulla tassa\tariffa dei rifiuti. Una delibera che ho proposto in molti comuni dell’Etna ma che nessuno, ad oggi, ha voluto prendere in considerazione anche se fa risparmiare migliaia di euro alle amministrazioni e quindi ai cittadini. L’umido infatti è il 40 % dei nostri rifiuti e con il sistema porta a porta bisogna raccoglierlo almeno 3 volte a settimana se non 4 (come avviene in alcuni comuni). Attraverso il compostaggio inviece si riesce a ridurre drasticamente questi passaggi con indubbi benefici economici. Questa è una simulazione che considera solo i costi (il risparmio) di conferimento in discarica o al centro di compostaggio. Non sono indicati i costri di raccolta e trasporto. Come potete vedere per un comune di 20000 abitanti (che sono l’86% dei comuni Siciliani) qual è il risparmio…

costi beneficiEbbene si! Si risparmierebbero ben 330 mila euro l’anno solo di confermento in discarica e 247 mila euro di conferimento al centro di compostaggio. La realizzazione di questi ultimi comunque ha un costo e nella maggior parte dei casi tempi lunghissimi di realizzazione. Al contrario invece con il compostaggio domestico e con una seria campagna di formazione e di informazione continua si ottengono ottimi risultati in tempi brevi e coinvolgendo tante giovani professionalità del territorio che ad oggi sono inascoltate.

In un momento di crisi sui rifiuti che è sempre più grave queste iniziative fanno sperare per un futuro più sostenibile. Attraverso questo semplice gesto (che è antico come l’uomo infatti l’umido è l’unico “rifiuto” che abbiamo sempre prodotto e che abbiamo sempre gestito correttamente) ritorniamo a capire che la Natura è ciclica, che nulla si crea nulla si distrugge e tutto si trasforma. Dalla Terra, alla Tavola, alla Terra.

Dalla Terra alla Terra

Solo negli ultimi vent’anni, nell’era della presunta tecnologia ci siamo totalmente dimenticati le regole della Natura, regole semplici che se non rispettate creano disastri ambientali ed economici che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Attraverso il compostaggio è possibile far partire progetti di orti collettivi e far tornare i nostri figli a “sporcarsi” con la Terra che è profumata. Entro spesso nelle scuole e vi assicuro che i nostri bambini, i nostri ragazzi hanno troppo bisogno di ritornare a sperare e di sporcarsi le mani con la Terra.

Siete dunque tutti invitati! E’ una giornata alternativa al centro commerciale dove al contrario si acquista merce piena di rifiuti e che sta distruggendo la nostra economia.

Se volete farvi la vostra compostiera anche Voi dovete procurarvi questo materiale:

Cosa Serve per realizzare la compostiera da balcone:

- buona volontà;
- 1 VASO DI COCCIO o di plastica di volume di 72 litri se in famiglia si è in 4 o di 54 litri se in famiglia si è in 3;
- 3 SOTTOVASI;

Se hai un giardino:
- una rete da 2 cm lunga 3 metri e alta 1 metro.

In entrambi i casi acquista

1 SECCHIELLO PER LA SPAZZATURA DA “UFFICIO”;
- 2 SOTTOVASI;
- RETE DA 2 CM;
- ZANZARIERA;
- CARTA E CARTONE;
- 1 ASTA CON PUNTA

cosa serveil resto lo scoprirete Domenica! qui il link all’evento FB.

Convegno a Sestri Levante (GE) sulla depurazione comunale

Ho il piacere di comunicarvi che Sabato 20 Aprile sarò a Sestri Levante in provincia di Genova in qualità di relatore in un convegno sulla depurazione comunale. Piccola soddisfazione personale perché per una volta un tecnico del Sud va al Nord e non viceversa…

acqua_piccolo Sestri Levante

Cercherò di far capire che Rifiuti Zero è un approccio da estendere non solo alla gestione dei rifiuti ma anche nella gestione della risorsa più importante che abbiamo che è l’Acqua.

Da quando infatti abbiamo capito che dobbiamo depurarla perché può essere fonte di innumerevoli malattie (come lo è stato per secoli) abbiamo iniziato ad inquinarla in maniera pesante. E quindi bisogna prevenire prima di curare. Non bisogna avere la necessità di avere “depuratori” ma bisogna ridurre gli inquinanti a monte. Con la nascita dei petrolchimici tantissimi “derivati” della distillazione, che per me sono rifiuti, vengono immessi sul mercato sotto diverse forme. Una di queste sono i saponi o meglio i tensioattivi che sono molecole molto inquinanti come il SLS il Sodium Laurenth Sulfate, siliconi, paraffine, addensanti, edulcoranti che sono delle vere e proprie BOMBE ecologiche, sia per l’ambiente che per la nostra pelle, e per di più grazie al segreto industriale le aziende produttrici non dichiarano le effettive quantità che mettono. Grazie alle pubblicità martellanti ci convincono e noi subdolamente cadiamo nella trappola. Bisogna cambiare totalmente le nostre abitudini. Bisogna tornare ai saponi naturali quelli fatti per secoli con la soda e l’olio d’oliva ed usare essenze naturali estratte possibilmente da piante autoctone (ci stiamo lavorando!).

E poi cercare di depurare l’acqua con impianti delocalizzazati e piccoli piuttosto che con impianti grossi e centralizzati (concetto che si deve esportare in molte altre risorse prime tra tutte l’energia). Usare la fitodepurazione ed il lagunaggio e riusare l’acqua in agricoltura in modo da tornare a vivere ed a utilizzare le risorse in modo ciclico senza sprecarle.

Abbiamo tutta la tecnologia possibile come mai è successo nella storia. Dobbiamo solo resistere all’inerzia di grosse multinazionali che fanno profitti sulla nostra pelle (in questo caso si può dire forte!).

Associazione Rifiuti Zero Sicilia – Sul Sequestro della Discarica Di contrada Tiritì Gestita dalla Società OIKOS

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Apprendiamo con sgomento la notizia del sequestro della discarica di contrada Tiritì a Motta Sant’Anastasia gestita dalla società Oikos. Quello che i comitati denunciano da anni pare che sia confermato da quanto riportato dalla stampa.

Come Associazione Rifiuti Zero continuiamo a informare con i nostri incontri che la strada migliore da seguire è la prevenzione. E non è solo un punto chiave della nostra strategia ma è una precisa indicazione che viene  da tutte le normative europee, nazionali e regionali.

Il percolato in particolare si forma a causa del conferimento in discarica della frazione organica dei rifiuti che la normativa vieta di conferire in discarica tal quale.

In questo momento di discussione da parte del Governo regionale del sistema di gestione dei rifiuti chiediamo di essere ascoltati perché non è possibile continuare in questo modo. Il cancro delle discariche è molto simile a quello degli inceneritori ed oggi basterebbe far rispettare la legge per far si che le discariche siano più capienti semplicemente non conferendo più in discarica risorse preziosissime per l’economia della Sicilia ma inviando la frazione residuale in impianti di pre-trattamento, anche questi obbligatori per legge, dove vengono recuperate ulteriori risorse da inviare alle filiere del riciclo.

E’ necessario intervenire a monte e non più a valle del problema. Bisogna incentivare la riduzione attraverso piani di prevenzione Comunali, attraverso un meccanismo virtuoso di compostaggio domestico, di coinvolgimento degli Agricoltori e nella maggiore responsabilizzazione dei cittadini attraverso meccanismi trasparenti e di premialità, con il coinvolgimento delle Università per la riprogettazione dei materiali affinchè non si producano oggetti già destinati ad essere rifiuti. Tutto questo genera posti di lavoro ed un lavoro più dignitoso e anche collegato alla nostra tradizione (si pensi al km 0, o ai centri di riparazione e riuso, o al design creativo che già si vede in Sicilia)

E’ necessario uno sforzo al quale la Politica deve necessariamente pensare, coinvolgendo chi da anni si batte con questo sistema e che da anni propone soluzioni alternative che ad oggi non hanno avuto concreta risposta.

#L’Autoproduzione è la Soluzione – Facciamo l’orto in balcone!

Continuano i cicli di Autoproduzione iniziati ormai un anno fa al Museo dell’erboristeria e che adesso girano per i locali di Catania riscuotendo un grande successo. Autoproduzione di marmellate fatte con frutta di stagione in modo da conservarle per la stagione successiva, di saponi Naturali fatti con olio d’oliva, soda ed essenze naturali, di pane e pizze fatte con lievito madre il cosidetto Criscenti e grani antichi siciliani, di terriccio fertile (compost) dagli scarti da cucina (umido dei nostri “rifiuti”), di orto in balcone da semi rigorosamente scambiati e tanto altro! Per tenervi aggiornati ho creato questo gruppo su facebook che si chiama appunto L’autoproduzione è la soluzione. Vi chiederete: perchè dico è la soluzione? Perché oggi non sappiamo minimamente quello che mangiamo, non sappiamo quello che ci spalmiamo e soprattutto abbiamo perso completamente il contatto con la Natura. Viviamo come se Noi e la Natura fossimo due cose separate, come se fossimo estranei. Invece io penso (ci siamo ridotti a fare discorsi del genere!) ovviamente è così, che l’Uomo è Natura! In questi incontri, in cui mi diverto tantissimo e ai quali partecipano sempre molte persone di tutte le età, spiego i vantaggi dell’Autoproduzione che è in effetti un ritorno al futuro nel senso che non sono altro che conserve che l’Uomo ha prodotto per secoli e con le quali si è riprodotto. Oggi queste conserve autoprodotte sarebbero addirittura illegali. Autoriprodurre una piantina da seme, fare e vendere marmellate a km 0 e di stagione, mangiare cibo sano tramandare le nostre tradizioni è diventato illegale. Vi sembrerà strano, ma è così. Tutto deve essere standardizzato tutto deve essere fatturato e “tracciato”. Ma perché devo tracciare il mio prodotto se viene dalla mia campagna e soprattutto se ne faccio piccole scorte stagionali? Perché deve essere preferito un prodotto che prima di arrivare al mio piatto ha fatto chilometri e chilometri? E che per giunta costa meno della metà di un prodotto a km 0. Tutto questo grazie a delle leggi che equiparano la “signuruzza” che fa conserve con la grande distribuzione senza che ci siano differenze. E così capita che mangiamo cibo pieno di conservanti, di pesticidi di additivi di tutti i tipi. Non lo dico per sentito dire, è il mio lavoro e ne vedo di tutti i colori. Tutte informazione che dentro una pubblicità, ovviamente non vedrete mai. I vantaggi dell’autoproduzione sono molteplici. Oltre a mangiare cibo sano e genuino (clandestino) si risparmia nella produzione dei rifiuti perché i barattoli verranno riutilizzati più e più volte, e soprattutto si ricomincia ad amare la Natura a saperla riconoscere ed apprezzare, è il migliore antidepressivo. Ed a proposito di antidepressivi il cibo è la prima medicina e la campagna è la migliore farmacia che l’uomo possa avere.

La farmaciaLo dico da Chimico. Oggi con tutta la tecnologia che abbiamo dovremmo dimostrare i vantaggi della autoproduzione ed invece non conosciamo nulla! Ho appena finito di parlare con un giovane agronomo al quale ho donato dei semi e lui stesso mi ha detto che all’università, alla facoltà di Agraria non gli hanno mai insegnato a seminare, non li portano mai in campagna. Incredibile! Così come a Noi Chimici non ci hanno mai parlato di compostaggio del processo naturale che avviene della progettazione di un centro di compostaggio. Ora mi chiedo se non lo sappiamo noi “tecnici” figuriamoci le persone comuni e vai con l’ignoranza. Per questo, è vi ringrazio, scrivo e dedico il mio tempo a questo blog perché c’è troppo bisogno di un’alfabetizzazione ecologica di massa come dice Ugo Mattei. Fare i corsi mi permette di vedere in faccia le persone, di avere un contatto diretto di creare il senso di comunità per uscire fuori dagli schemi internettiani che certamente aiutano ma che sono sempre secondari rispetto a degli incontri reali! Vi aspetto al Museo dell’Erboristeria per questo corso qui l’evento FB che si terrà l’8-15-22 Aprile (25€) dalle 19-20:30 circa per approfondire il tema dei semi e del compostaggio domestico con me e degli aspetti agronomici con la Dott.ssa Giovanna Marletta. Per prenotarsi mandare una mail a museodellerboristeria@gmail.com. Il costo prevede anche un piccolo aperitivo finale e serve per ripagare le spese del Museo. Se invece volete rimanere aggiornati sugli eventi che organizzo e sul gruppo di acquisto di farina e frumento di graini antichi siciliani (GAFF)  scrivete a gaff.antichisiciliani@gmail.com.

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Il National Geographic parla dei Droni ma non del MUOS

Da qualche mese è scesa in campo la campagna di rassicurazione degli Americani che stanno vedendo grosse battute d’arresto sul loro progetto Droni e Muos. Il console Americano Moor è apparso più volte in TV e nei maggiori quotidiani dell’isola con fare molto rassicurante. “Faremo tutti i controlli del caso” ha detto. Ma a cosa? Ad un progetto miliardario che è già stato finanziato? Ad un progetto che nel mondo non è mai esisitito e che per poterlo studiare da un punto di vista ambientale bisogna metterlo a pieno regime? Mi sembra veramente un paradosso, proprio da un punto di vista scientifico. Le notizie sono in continua evoluzione e lo sforzo del Movimento 5 stelle in Regione è veramente straordinario, su questo, spero, che nessuno può dire nulla. Comitati, cittadini, Mamme e politica per una volta insieme a lottare contro un progetto che ha dell’incredibile. Ma non voglio continuare sul piano scientifico, perché sarebbe troppo semplice smontare ogni tentativo di giustificare questo progetto. Voglio invece parlarvi del motivo per cui si dovrebbe realizzare il MUOS. A cosa serve questo MUOS, che come ormai sappiamo dovrebbe essere fatto da 4 impianti a terra che comunicano con 4 satelliti in orbita?

L’assist ce lo da proprio il National Geographic che pubblica un articolo proprio sui Droni nel quale ci spiega il futuro cibernetico che i militari USA hanno riservato per Noi. Leggere queste pagine fa venire da rabbrividire e se hanno pubblicato questo articolo per rassicurare, beh credo proprio che non ci sono riusciti. Saltano alcune pagine ma sono solo immagini, mi sono concentrato “solo” sul testo. Il titolo già parla chiaro: “L’impero dei droni – I velivoli senza pilota hanno dimostrato le loro qualità sui campi di battaglia. Ora scopriamo il loro potenziale per usi civili. Possibili missioni: Pattugliare le frontiere, seguire i criminali, fertilizzare i campi. E forse, sorvegliarci tutti.”

copertina piccolaPattugliare le frontiere, fertilizzare i campi? Sorvegliarci tutti? Ma perché? siamo sicuri che è così importante? E ancora si legge nell’articolo: “una legge del 2012da Barak Obama impone alla Federal Aviation Admnistration (…) di aprire lo spazio aereodegli Stati Uniti  ai velivoli senza pilota entro il 30 Settembre 2015″.

prima pagina piccolaFantastica poi la felicità nell’affermazione del Vicesceriffo “si inseriscono le coordinate e vola da solo”, e l’Uomo? a che serve?. E poi ecco di nuovo la scusa  dell’11 Settembre…

seconda pagina pE vengono citati i droni Predator e Reaper che forse sono stati causa di dirottamento dei voli proprio ieri dall’aeroporto di Catania. Già perché questi droni partono anche da Sigonella e Noi non ne sappiamo nulla!!! Ed ora passiamo all’aspetto dei posti di lavoro e delle Aziende che potrebbero nascere per realizzare questi fantasmagloici DRONI. Per spargere Fertilizzanti, irrigare i campi controllare i raccolti e trovare animali smarriti???? Animali smarriti? forse è uno scherzo. Se le inventano tutte! Ma se facessimo a meno dei fertilizzanti che tanto inquinano e torniamo a lavorare la Terra come abbiamo fatto per secoli? Non sono posti di lavoro anche quelli? Alla fine l’apoteosi: “L’ostacolo principale, …, sono le attuali normative che limitano drasticamente l’impegno dei droni da parte di aziende private e agenzie federali…”. L’ostacolo principale sono ovvimente le normative che non permettono di investire milioni di dollari in finta tecnologia. Come è già successo per gli OGM che hanno goduto di leggi ad hoc che hanno deregolamentato il loro utilizzo così si vuole fare per i Droni. Poi se ci sono persone che muoiono o che si ammalano, se c’è un’intera Regione come la Sicilia che non vuole queste antenne pericolose sul proprio territorio che importa!

terza pagina picEcco questa parte mi fa rabbrividire, il giocattolo bombardiere B-1 si prevede che possa essere usato per sorvegliare gli animali (ancora?) domestici e selvatici e persino i malati di Alzheimer, purché siano dotati di microchip identificativi a radiofrequenza individuabili a distanza. O mio Dio! Ma siamo veramente impazziti. Questa gente è da manicomio altro che. Dobbiamo tornare con i piedi per terra. L’umanità ha perso la lucidità. Ma come abbiamo vissuto per migliaia di anni senza questa presunta tecnologia?

quarta pagina pContinua il riferimento alla Natura, quella finta però perché Noi non siamo parte di essa siamo diventati estranei. Infondo tramite i film sulla cibernetica ci hanno abituato a questo modello tecnologico e quasi non ci rendiamo conto della follia che ci sta dietro. Sono tutti militari si dovrebbe sviluppare una tecnologia discreta, pervasiva, letale!

quinta pagina pI paesi asiatici hanno i Droni? e noi rispondiamo con altri Droni! “se si può immaginare si può anche fare!” fare cosa? Funzionare in modo “intelligente” e non avere bisogno dell’uomo con un minimo di controllo dell’uomo, anzi no “supervisori umani”. Ma si sottolinea che la decisione di effettuare un attacco sarà sempre riservata all’uomo, bug permettendo aggiungo io. Ecco adesso forse si parla di MUOS, arriva “il rovescio della medaglia” i Predator, Reaper, Global Hawk sempre gli stessi che probabilemte partono da Sigonella hanno avuto 120 incidenti (su quanti?) 76 dei quali il velivolo è andato distrutto. Poi si parla di sicurezza dei velivoli del fatto che la FAA deve accertare la sicurezza di questi velivoli.

IV Immagine pIl problema che un drone colpisce un bambino che gioca nel giardino non è che il bambino muore, ma che l’industria si blocca per anni. Addirittura si dice che sarebbe grave certo ma sarebbe peggio se si scontrasse con un aereo di linea. Poi dice che negli Stati Uniti ci potrebbe essere un’invasione di Droni ma che in effetti al momento non c’è perché ci sono regole ferree ed in Italia? Mi chiedo, com’è possibile che ci siano Droni che volano nel nostro Territorio e nessuno ne sa niente? Com’è possibile che si facciano delle prove e le cavie siamo Noi?

Infine il paragone con le arimi nucleari e con l’automobile e con l’auspicio che i droni siano come la rivoluzione delle auto(im)mobili di cui ho parlato. Ma siamo sicuri che quella è tecnologia? Siamo sicuri che dobbiamo continuare con questi investimenti milionari ed incontrollabili e dobbiamo dare il nostro futuro in mano a questi psicopatici? Il problema delle Antenne che servono per far punzionare questo sistema, delle onde elettromagnetiche che inevitabilmente rialsciano non se ne parla nemmeno. Ma ripeto il problema oltre che scientifico è anche di merito. Dobbiamo continuare a sviluppare tecnologie a servizio dei militari? Vogliamo un mondo di pace o dobbiamo contiuare con questo crescendo di odio? Ripropongo una frase che ho letto su FB: Ma quando scoppia la pace? Per questo vi invito tutti a Niscemi il 30 Marzo per far rispettare i nostri diritti e per dire forte e chiaro che la Sicilia non si conquista con le belle parole di un Console e che non vogliamo essere complici di questo scempio dell’umanità.

Giornata Mondiale dell’acqua: L’acqua è vita!

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Oggi è il 22 Marzo ed è la Giornata mondiale dell’acqua. Ed io do il mio piccolo contributo alla causa ricordando a me stesso perché l’acqua è così importante, perché purtroppo ce ne siamo dimenticati. Per due mesi sono stato in una scuola ed ho spiegato ai miei studenti l’importanza dell’acqua sia da un punto di vista chimico che da un punto di vista della nostra sopravvivenza. Per prima cosa gli ho fatto vedere questo bellissimo video di ABUELA GRILLO. In questo video, a lieto fine, si vedono degli omaccioni brutti e neri che cercano di impossessarsi di questa donna che, cantando, riesce a far piovere o a far uscire l’acqua dalle fontane. L’hanno costretta a cantare per loro per far avviare il buisness dell’acqua. Ma perché ci sono persone che hanno così a cuore questo buisness? Perché a giugno del 2011 abbiamo addirittura fatto un referendum per scongiurare la cosidetta privatizzazione? Premetto che ringrazio questi privatizzatori, che hanno nomi e cognomi, perché mi hanno dato la possibilità di conoscere il Movimento per l’acqua e di essere in prima fila a combattere contro questo folle progetto perché sono stato il referente provinciale per la campagna referendaria per la provincia di Catania. Per me è stato un onore partecipare in prima persona. Ed ho capito, dopo qualche tempo devo ammetterlo, dell’importanza di questa semplice molecola H2O che, nella vita frenetica, del consumo e dell’usa e getta, troppo spesso sfugge. Sfugge perché ci siamo dimenticati dell’essenza della vita, pensiamo che tutto venga dall’industria e non ci riconosciamo più nella nostra naturale essenza. L’acqua! E già perché vivendo in un modello di consumo in cui i processi sono lineari cioè: Estrazione di materia prima > Produzione di oggetti> Consumo > Rifiuti tornare a ragionare in modo ciclico viene difficile. E già perché la Natura è ciclica, la stessa Terra è ciclica e vivere in un sistema lineare è un’abberrazione della vita stessa. Il ciclo dell’acqua è un esempio di ciclicità:

Ciclo dell'acquaIl mare è la nostra riserva di acqua, da qui tramite l’evaporazione si formano le nuvole, quindi la pioggia, la neve, la grandine dallo scioglimento della neve e dalla piggia si formano i fiumi e le acque sotterranee che vanno di nuovo al mare. E il ciclo continua all’infitino, senza un inizio e senza una fine e a prescindere dalle forme di gestione che l’uomo stabilisce. L’acqua è una fonte rinnovabile nel senso che nel mondo ce n’è sempre la stessa quantità. Incredibile a pensarlo ma è così!!! il 70 % della terra è fatta di Acqua e di questo 70 % solo il 2,5% è fatto di acqua potabile ed il restante 97,5% è fatto di acqua salata. Si parla di MONOPOLIO NATURALE. Ecco perché tanto interesse sull’Acqua ecco perché progetti folli vorrebbero imprigionarla in meccanismi che non le appartengono, gestirla in termini di proprietà privata. Ma come, se è un monopolio naturale, che concorrenza ci sarebbe? NESSUNA! Ecco perché le multinazionali (Veolia, Nestlè, Cocacola etc… etc…), che sono entrate nel cuore dei nostri bambini grazie a grandi campagne pubblicitarie, hanno questo grande interesse a diventari proprietarie di una risorsa così preziosa. E pensare che queste, soprattutto al Nord Italia, vanno nelle scuole ad insegnare: Ma ad insegnare cosa? Come è possibile che i dirigenti scolastici e gli insegnanti gli consentano di andare nelle scuole? non basta l’immenso spazio che hanno nele televisioni? Per questo impegno parte del mio tempo per andare a fare volontariato nelle scuole. Perché almeno accendo, o almeno ci provo, una piccola lampadina, nelle teste di questi piccoli che già sono completamente indottrinati da falsi miti.

Quando dico ai Bambini che che siamo fatti al 75 % di acqua, restano estereffatti. Mai nessuno glielo aveva detto! quando insegno loro che  tutto è fatto di acqua, che l’acqua si usa per cucinare, che si usa per lavare, che si usa per bere, in agricoltura, per dare foraggio per gli animali, nell’industria e che quindi diventare proprietari di un bene così essenziale vuol dire diventare proprietari della Vita stessa in fondo lo ricordo anche a me. Perché oggi è troppo facile dimenticare i veri valori della nostra presenza sulla terra, perché oggi l’unico valore è lo spread e la moneta, l’economia fatta di privati dove il pubblico è seduto a tavolino di questi giganti. Un esempio concreto di privatizzazione del quale nessuno parla è l’acqua in bottiglia. In Italia 12 MILIARDI DI LITRI DI ACQUA  scorrono nelle autostrade (fonte Legambiente). Il Nord beve acqua del Sud ed il Sud beve acqua del Nord. Siamo primi in Europa e terzi al mondo per consumi di acqua in bottiglia. Produciamo tonnellate di rifiuti in PET che abbiamo nelle strade o a mare. E’ un’autentica emergenza nazionale. E nessuno ne parla. Le Multinazionali di cui sopra fanno fatturati miliardari e pagano concessioni irrisorie per imbottigliare acqua senza nessun controllo. Si parla tanto di aumentare le tasse, ma perché non aumentare le concessioni a queste sanguisughe? Fanno profitti da capogiro. Grazie alle pubblicità ci convincono che l’acqua dei rubinetti è sporca è inquinata ed il pubblico invece non fa nulla per informare sulla qualità dell’acqua, sulle analisi chimiche che esegue, non pubblicizza i dati non fa informazione che è diversa dalla pubblicità. Non dice che per acque minerali non esiste una legge chiara che stabilisca tempistiche di analisi, limiti di legge, definizioni da mettere in etichetta etc..etc… Le opere pubbliche necessarie all’Italia non sono le Autostrade sulle quali far andare avanti ed indietro i tir carichi di acqua, ma sono la manutenzione delle reti idriche e la riorganizzazione degli impianti dove non si riesce a fare arrivare l’acqua potabile ai rubinetti (una minoranza di casi in Italia ma che esiste). Impianti che sono stati costruiti con soldi pubblici tanti anni fa e che rappresentano delle vere e proprie opere di altissima ingegneria fatti quando autocad non esisteva e con calcoli manuali. Quando il pubblico sapeva fare il pubblico!

Vi lascio con questa intervista a due goccioline d’acqua molto carina e che fa riflettere… E buona Giornata mondiale dell’acqua!

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La cenere dell’Etna e la perenne emergenza “rifiuti”

Ancora una volta Mamma Etna ha eruttato. La straordinaria attività dell’Etna coincide con una grande richiesta di cambiamento mondiale. E non è un caso. La Natura ci parla. Dobbiamo tornare ad ascoltarla con rispetto. Ed è con questo rispetto che scrivo su un tema che sta facendo andare in dissesto tutti i comuni siciliani e non, e che non si riesce a risolvere. LA MUNNIZZA. Pure la cenere dell’Etna è diventata munnizza, rifiuto. E via con un’altra emergenza, l’ennesima. La Sicilia, L’Italia vive in perenne emergenza e, quando l’emergenza finisce non si è capaci di fare una cosa molto semplice: Pianificare. C’è una confusione totale, sotto tutti i punti di vista. Gli unici che ci guadagnano, e non a caso, sono i privati che hanno acquisito con queste perenni emergenze un potere economico impressionante che gli consente di mantenere la perenne confusione. Leggo sui giornali che è caduta altra cenere e proprio oggi domenica a Misterbianco ci sarà l’ennesima manifestazione che chiede la revoca dell’ampliamento della già megadiscarica in contrada TIRITì a Misterbianco. Ma si può continuare così? Eppure proprio nei comuni interessati dalla cenere del”Etna ho protocollato qualche mese fa un progetto sul compostaggio domestico mirato proprio alla pianificazione dei comuni ed alla sensibilizzazione al compostaggio domestico che tutti sottovalutano ma che nella nostra Regione e nella nostra Provincia, quella di Catania potrebbe essere sfruttato alla grande facendo risparmiare migliaia di euro al mese ai comuni, d’altronde come abbiamo fatto per secoli a gestire questo antico “rifiuto”? Nessun segnale, nessuna chiamata. Tutto in silenzio. Oggi si sarebbe potuto pensare di usare la cenere dell’etna per arricchire di microelementi il compost e fare un ottimo concime naturale, sarebbe una grande svolta! Ed io lo sto facendo, mi sono fatto portare un bel sacco nero pieno di cenere dell’etna e lo sto mettendo nel mio compost prodotto addirittura in balcone. Sono proprio un extraterrestre! Sarebbe bello avviare una ricerca (già la ricerca!) sulle potenzialità della cenere dell’etna da un punto di vista agronomico, magari miscelata appunto al compost che è un ammendante. Questa idea mi frulla per la testa da un pò e quindi sto iniziando a spese mie ad analizzarlo nel mio laboratorio per vedere quali potenzialità ci possono essere. Mi hanno chiesto “ma quanto costa fare quello che dici tu” ed io rispondo: sicuramente con gli stessi soldi che si stanno buttando per gestire l’emergenza (e per buttare la cenere in discarica) si potrebbero fare grandi cose! Tra l’altro questo è il periodo per seminare l’orto estivo, in tanti stiamo partendo con questo bellissima esperienza della semina, che serve proprio per riprendere a sentire la natura ed ascoltarla con rispetto. Nulla si crea nulla si distrugge tutto si trasforma. Nella foto qui sotto vedete gli scarti da cucina che diventano compost arricchito con la sabbia di mamma Etna che si trasformano in una piantina di pomodoro. Ed il ciclo naturale continua! Ne approfitto per invitarvi al corso di orto in balcone tenuti da me e da un Agronomo proprio per spiegare quanto sia semplice ritornare a sentire la natura. Sarà nei giorni di aprile 8-15-22 alle ore 19:00 presso il museo dell’eroboristeria in via crociferi. PER PARTECIPARE – La quota di partecipazione per l’intero corso è di 25 euro. Il corso è a numero chiuso. La prenotazione è obbligatoria. Inviate una mail con nome e numero di prenotazioni all’indirizzo: museodellerboristeria@gmail.com Qui l’evento FB

Qui il video trasmesso su Rai News 24 La cenere dell’etna da Rifiuto a Risorsa

Cenere etna

#Zappatour – Az. Agricola Valenziani e gli agrumi Siciliani

Stavolta vi scrivo da Lentini. Il cuore della produzione delle Arance Siciliane. Sono ospite dell’azienda Agricola Valenziani in particolare di Andrea. Ci siamo conosciuti per caso, grazie ad un’amica speciale in comune, romana ma che oggi vive a Parigi.

Andrea è un giovane agricoltore Lentinese che ha girato il mondo ma che ha deciso come tanti di restare in Sicilia a custodirla e ad amarla. Mi ha raccontato i suoi progetti innovativi all’interno di questo vero e proprio laboratorio di idee. L’azienda esiste da molti anni ed è tutta in biologico, anzi direi che è in Naturale. Infatti Andrea ha deciso di non investire in trattamenti biologici nella sua azienda, che molto spesso costano più del convenzionale, ma ha deciso di fare degli esperimenti usando gli animali, in particolare galline e suini neri. Oggi si investono centitaia di euro in diserbanti (anche biologici) o in benzina per attivare il decespugliatore per eseguire il diserbo “naturale”. Questa seconda opzione oltre ad essere costosa è anche molto rumorosa… Quindi ha pensato bene di attivare un vero e proprio allevamento naturale di Galline rigorosamente di razze siciliane. Ha addirittura riabilitato una popolazione di galline provenienti da uno dei tanti allevamenti intensivi  da cui provengono tutti i polli che si acquistano nelle città. Racconta Andrea che queste galline erano stressate, non riuscivano a camminare, avevano le unghie lunghissime non avevano mai visto il sole perché stanno messe in una microgabbia insieme a molti altri esseri e non producono più nemmeno uova. La cresta è diventata addirittura bianca. Dopo pochi mesi queste galline hanno ritrovato la vita si sono riprese ed hanno ritrovato la sintonia con la natura!

44415_10151477974424634_1000331988_nChe schifezze ci mangiamo ogni giorno? Abbiamo bisogno veramente della Grande distribuzione che ha distrutto la nostra economia siciliana che era basata su agricoltura ed era certamente più naturale di oggi? ma torniamo al nostro laboratorio di idee…

Questa idea ha avuto un risultato eccezionale! Perché le galline divorano ogni pianta che trovano lungo il loro cammino, libere di girare nell’azienda inoltre si nutrono anche delle formiche che portano degli afidi sulle foglie che erano combattute con un altro pesticida… E questo è il risultato:

Prima - Dopo Az. ValenzianiUn lavoro certosino e Naturale, comprensivo di concimazione organica, con risultati incredibili. Certo anche questo ha un peso da un punto di vista economico perché tutta questa popolazione di galline deve essere nutrita e Lui ha già pensato di mettersi in contatto con l’Amministrazione comunale di Lentini perché sarebbe disposto a prendere i resti dei mercatini ortofrutticoli per darli come mangime ai sui amici così da abbassare il costo dell’acquisto dei mangimi ed aiutare l’amministrazione comunale a gestire questi “rifiuti” che sono una vera e propria risorsa… L’amministrazione per ora non da risposte anche se spero si svegli presto… Andrea spera che anche le Università si sveglino presto perché vorrebbe trovare un equilibrio tra numero di galline e crescita delle piante e per far questo è disposto ad ospitare studenti di agraria per redigere un manuale da diffondere agli altri suoi colleghi agricoltori per far partire gli stessi processi senza commettere gli errori che ha commesso lui. Anzi se qualcuno che legge ha voglia di capire come fare e di andare in Azienda mi contatti così da attivare altre campagne.

Il risultato ha molteplici rivolti perché consente anche ad un’azienda che purtroppo fa monocoltura, qualunque essa sia, di diversificare con l’offerta, queste galline dopo due tre anni di libertà, possono anche essere mangiate e le loro uova freschissime e genuine possono finire nei nostri piatti sostituendo gli allevamenti intensivi che sono dei veri e propri lager del nuovo millennio. Inoltre consentirebbe alle amministrazioni comunali di smaltire l’umido anche attraverso convenzioni con le aziende agricole, senza necessità di centri di compostaggio, d’altronde l’uomo lo ha fatto per secoli, basterebbe solo la volontà politica. Così si ri-attiverebbe l’economia locale e le aziende agricole che hanno tanto bisogno semplicemente di essere coccolate, e non di avere sovvenzioni su sovvenzioni che producono poi la morte delle campagne e di conseguenza le intolleranze alimentari che crescono a vista d’occhio.

Infine i suini neri che sono degli ottimi strumenti per creare gli argini per bloccare gli incendi estivi (a proposito la forestale d’inverso che fa? perché non crea questi argini e fa prevenzione invece di intervenire nelle emergenze?) MaialiTutti gli animali dell’azienda sono controllati ed appunto servono per diversificare l’offerta. Il sogno è aprire alle scuole, fare dei progetti di orti e di educazione rurale in modo da far uscire i bambini dalle classi delle scuole dove ormai non imparano più nulla o quasi ed usare la campagna come rieducazione dell’anima e dello spirito.

E’ stato bellissimo andare in questi posti che ormai sono diffusi, perché mi danno la possibilità di fare il confronto con i lavoratori dei petrolchimici e nelle aziende dell’industria pesante in cui gli operai lavorano in modo intensivo e soggetti a molteplici rischi. Porterei li tutti quelli che affermano che il lavoro in campagna è pesante per far vedere loro il sacrificio silenzioso di migliaia di persone che sono sfruttate per il nostro presunto benessere. Andrea ha assunto 6 persone a tempo indeterminato, ne ha 6 stagionali e si lamentava del fatto che in agricoltura le normative incentivano il lavoro stagionale al tempo indeterminato!!! Anche grazie alla complicità dei sindacati. Spero veramente che questa aria di cambiamento passi per le mille proposte ed idee di questo giovene agricoltore siciliano.

Prima di pianificare la gestione dei Rifiuti bisogna studiare i Territori

Da anni ormai mi sono appassionato alla questione dei rifiuti, in qualche modo mi sento un pò un rifiutologo. Leggo, studio, imparo da chi ha iniziato questo percorso prima di me e da autodidatta perché di questi argomenti nelle università si discute molto poco. Da anni si parla di “munnizza” con un’accezione negativa, associandola a Mafia, malavita, cattiva politica, inquinamento. E con questo spirito si è andati avanti di emergenza in emergenza. L’ultima direttiva Siciliana che si può scaricare sul sito della Regione mi preoccupa moltissimo, perché la rivoluzione tanto attesa dal nuovo governo regionale in materia di Rifiuti ho paura che ci sarà, ma per le strade. Stiamo arrivando ad un punto di non ritorno. La folle pianificazione dettata da logiche politiche e non tecniche (vedi le SRR) porterà la Sicilia al disastro definitivo. Ma facciamo un attimo il punto della situazione.

Analizzando la situazione Siciliana bisogna tenere in considerazione che paghiamo ancora le scelte ventilate dal governo Cuffaro del 2008 che voleva far costruire 4 mega inceneritori in diversi punti della nostra Regione. Questo ha bloccato completamente l’iter di implementazione degli impianti favorendo di fatto un altro grande cancro che c’è nella nostra regione: le discariche. Il blocco di quell’assurdo progetto, grazie anche alle associazioni ambientaliste tra cui Associazione Rifiuti Zero Sicilia, ha portato da una parte alla mancata costruzione dei suddetti impianti da una parte e la continua incertezza ed instabilità politica dall’altra non ha permesso una seria discussione in merito alla pianificazione e progettazione di una vera e rivoluzionaria inversione di tendenza. Altri interessi sono intervenuti, quelli dei proprietari delle discariche che hanno di fatto invaso il mercato con le loro ditte, che, forti di una potenza economica impressionante, hanno gestito la raccolta ed il trasporto dei rifiuti nelle loro stesse discariche hanno aperto piattaforme CONAI insomma hanno lavorato in regime di monopolio indiscusso. Questo grazie anche all’organizzazione degli ATO che, passando adesso ad SRR con bandi unici, non faranno altro che favorire le grandi corporazioni Siciliane ed Italiane con il rischio di far lievitare ancora di più i costi di gestione. E certo perché se si faranno bandi unici di raccolta e conferimento in discarica, come scritto nella direttiva, l’importo di base d’asta di questi bandi sarà altissimo. E chi oggi ha il potere economico per sostenere cifre enormi? Chi ha questa potenza economica? Indovinate: Le aziende proprietarie di Discariche.

Per lavoro mi capita di girare la Sicilia e noto che c’è moltissimo spazio verde tantissima campagna, intorno ai Comuni e da rifiutologo so benissimo che il primo nemico della discarica e dei cassonetti è l’umido. Questo è il rifiuto più antico della storia dell’uomo ed è sempre stato gestito per secoli, senza arrecare problemi ambientali gravissimi di cui noi siamo concausa quando buttiamo i nostri rifiuti. Solo negli ultimi 30 anni è diventato un autentico rischio ambientale grazie alla grande invenzione delle discariche. Dall’osservazione di questi immensi spazi verdi ho iniziato a cercare dati relativi ai Comuni cercando di dimostrare con i numeri quello che ho osservato. Ed in effetti FUNZIONA!!! La Sicilia è fatta per lo più da piccoli comuni e con tantissimo terreno agricolo a disposizione, solo che la nostra percezione è modificata dal cemento e dal punto di vista dei grandi numeri. ATO e oggi SRR fanno in modo che piccoli numeri diventino enormi con una progressione nemmeno lineare ma esponenziale. Basti pensare a come si sono ridotti i comuni con questa folle pianificazione. E’ un pò come gli atomi e le molecole. Gli atomi sono piccole relatà che sono governate da regole che nelle molecole non valgono, e le molecole a loro volta sono governate da altri principi. Scusate la deformazione professionale ma mi piace osservare il particolare per capire il generale.

Ho messo un pò di tempo per elaborare questi grafici, perché stranamente non ho trovato nulla su internet. Lo sforzo è stato ricambiato da una visione certamente più concreta della situazione siciliana. Come sappiamo in Sicilia ci sono 9 province e 390 comuni:

-           Provincia di Catania n°58 Comuni

-           Provincia di Palermo n°82 Comuni

-           Provincia di Messina n°108 Comuni

-           Provincia di Agrigento n°43 Comuni

-           Provincia di Caltanissetta n°22 Comuni

-           Provincia di Ragusa n°12 Comuni

-           Provincia di Siracusa n°21 Comuni

-           Provincia di Trapani n°24 Comuni

-           Provincia di Enna n°20 Comuni

Sotto trovate dei grafici che fanno vedere, divisi per settore, il numero di comuni con abitanti divisi tra 80000 e 60000, 55000 e 40000, 40000 e 20000, 20000 e 10000 e < 10000.

Caltanissetta catania Enna Messina Palermo Ragusa Siracusa TrapaniAppare evidente che la maggior parte dei comuni sono con un numero di abitanti sotto i 10000 abitanti (parte della torta di colore celeste! Quindi sono tutti piccoli comuni! E, nella totalità dei casi sono comuni con tanto terreno a disposizione che rende di fatto difficile l’ottomizzazione del servizio per un’unica ditta. Per questo bisogna tornare la gestione ai comuni e dare agli ATO la responsabilità di controllo e di gestione dei dati analitici. Per riassumere ben l’84% dei comuni è sotto i 20000 abitanti di cui il 72% sotto i 10000.

Regionale

Da questa prospettiva adesso si può iniziare ad immaginare un modello che sia economicamente vantaggioso per tutti e non solo per le discariche!