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	<title>Cannoli&#38;Politica</title>
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	<description>Analisi, tecniche e commenti per una comunicazione politica siciliana oltre il solito &#34;magna magna&#34;</description>
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		<title>Amministrative 2013, i consulenti politici: &#8220;Partiti e movimenti a rischio tsunami Grillo&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 21:42:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Grasso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“I partiti tradizionali, di centro-sinistra e centro-destra, hanno avuto un’inflessione nei consensi dovuta all’incapacità di riposizionarsi, con un’accurata strategia di comunicazione, nel panorama politico siciliano e nazionale”. È questo il commento che gli esperti di comunicazione e marketing politico dell’agenzia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“I partiti tradizionali, di centro-sinistra e centro-destra, hanno avuto un’inflessione nei consensi dovuta all’incapacità di riposizionarsi, con un’accurata strategia di comunicazione, nel panorama politico siciliano e nazionale”. <span id="more-326"></span></p>
<p>È questo il commento che gli esperti di comunicazione e marketing politico dell’agenzia Polis Consulting, fanno analizzando i dati delle tornate elettorali degli ultimi anni e confrontandole tra loro, città per città.</p>
<p>“Pd e Pdl in particolare – spiega il team di consulenti &#8211; hanno ancora la possibilità di recuperare consensi. Devono, però, ricreare un clima d’opinione positivo intorno al loro “marchio” e questo è possibile farlo soltanto attraverso una campagna elettorale che abbia una strategia comunicativa ben delineata e definita”.</p>
<p>L’agenzia<a title="Polisconsulting - Agenzia di consulenza politica in Sicilia" href="http://www.polisconsulting.it" target="_blank"> Polis Consulting</a>, fondata da un gruppo di giovani professionisti del settore siciliani, collabora con l’omologa DGG Consulting che sta curando la campagna elettorale di Ignazio Marino per la corsa al Campidoglio.</p>
<p>“In Sicilia – spiega Gaetano Grasso, consulente DGG &#8211; manca la capacità di avere una visione a lungo termine della strategia politica. Non è un caso, infatti, che l’exploit grillino si sia rivelato in tutta la sua forza, per la prima volta in Italia, in occasione delle elezioni regionali siciliane. In vista delle prossime amministrative – prosegue Grasso &#8211; sarà importante, per i candidati sindaco, proporsi all’elettorato con un’offerta coerente e chiara”.</p>
<p>Polis Consulting, in partnership con DGG, si propone sulla realtà locale siciliana come agenzia di consulenza politica che mette a disposizione dei candidati competenze e servizi che coprono tutti gli aspetti della campagna elettorale.</p>
<p>“I candidati sindaco –spiega Corrado Tardonato, social media manager di Polis Consulting- hanno oggi a disposizione un paniere di strumenti di comunicazione molto più ampio rispetto al passato. Sta a loro –conclude- saperli gestire in maniera coerente per produrre un messaggio efficace”.</p>
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		<title>Cinque riflessioni sul voto di scambio</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Mar 2013 22:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Grasso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È di pochi giorni fa l&#8217;iniziativa lanciata dal Movimento 5 Stelle alla Regione Siciliana contro il voto di scambio. Proprio in vista delle prossime elezioni amministrative, l&#8217;emendamento portato in commissione Affari istituzionali prevede la creazione di sezioni uniche di scrutinio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È di pochi giorni fa l&#8217;iniziativa lanciata dal Movimento 5 Stelle alla Regione Siciliana contro il voto di scambio. Proprio in vista delle prossime elezioni amministrative, l&#8217;emendamento portato in commissione Affari istituzionali prevede la creazione di sezioni uniche di scrutinio nei comuni sotto i 50 mila abitanti.<span id="more-313"></span></p>
<p>Nelle grandi città invece si costituiranno della maxi-sezioni per scrutinare, in una sede diversa da quella del voto, le schede di differenti zone della città.</p>
<p>Secondo Giancarlo Cancelleri, capogruppo del M5S, l&#8217;emendamento avrebbe lo scopo di fermare i &#8220;ras&#8221; (i capi) del voto e di snellire la burocrazia di supporto alle elezioni.</p>
<p>Il prossimo atto sarà il 2 aprile. Vedremo. Intanto c&#8217;è anche una certa voglia da parte della maggioranza dei partiti di chiudere velocemente la pratica della nuova legge elettorale per la scadenza di giugno.</p>
<p>Una pratica che potrebbe mettere in difficoltà proprio il partito di Grillo. Un punto della nuova legge prevede la consegna agli elettori di due schede elettorali. Una per il consiglio comunale e una per il sindaco. Quella per il primo cittadino prevede solo il nome del candidato senza simbolo.</p>
<p>Chiaramente questo aspetto provocherebbe un danno all&#8217;effetto <em>band wagon</em> (di trascinamento) che il simbolo del comico genovese ha impresso sulle ultime competizioni elettorali.</p>
<p>Così arrivo subito alle conclusioni:</p>
<p>1) Sarebbe interessante capire cosa intende per voto di scambio il capogruppo grillino. Un cognome scritto a lettere maiuscole anziché minuscole? Un accento acuto anziché grave? Qualche segno particolare sulla scheda? C&#8217;è anche chi vota un candidato dietro compenso e far apparire il suo voto sulla scheda senza segni di distinzione o altro. Cosa fare? Cosa incrimina questi particolari come reati? I rappresentanti di lista hanno o no il ruolo di controllare il corretto svolgimento dello scrutinio?</p>
<p>2) Il clientelismo c&#8217;è e ci sarà sempre, come ho avuto modo di scrivere in un <a title="Clientelismo, perché non possiamo farne a meno" href="http://blog.ctzen.it/cannoliepolitica/2012/04/28/clientelismo-perche-non-possiamo-farne-a-meno/">articolo</a> un po&#8217; di tempo fa. I mezzi del clientelismo sono leciti e legali, come scrive Mario Caciagli dell&#8217;Università di Firenze, sia pure dentro un margine di discrezionalità di fronte alle norme giuridiche e amministrative. Se implicano forme pesanti di persuasione, escludono comunque il ricorso alla violenza. La relazione clientelare, anche se può nascere da una coercizione o da un bisogno, è alla fine sempre consensuale.</p>
<p>3) Il voto di scambio, se proprio si vuole fronteggiare, si deve combattere fuori dalle urne. Aldilà di quei casi (pochi, per fortuna) eclatanti di elettori trovati a fotografare la propria scheda all&#8217;interno della cabina elettorale, la battaglia per un voto consapevole e libero da condizionamenti è lunga, complicata e senza soluzioni magiche. Bisogna farla per strada, incontrando i propri elettori giorno dopo giorno e ascoltando le proprie esigenze.</p>
<p>4) Il voto di scambio non è prerogativa siciliana o delle altre regioni del Sud. È presente ovunque. Con formule diverse, ovvio. Forse, dalle nostre parti è più accentuato, senza dubbio. Per svariati motivi. Ma le mani del clientelismo arrivano anche dove meno ce lo aspettiamo.</p>
<p>5) Infine, il punto più importante: la leggenda metropolitana del candidato che sa se lo hai votato o meno. Se proprio si vuole fare una battaglia, si faccia su questo aspetto delle operazioni di voto. Bisogna rendere consapevoli i cittadini che è praticamente impossibile sapere chi abbia dato il voto a un candidato. Salvo che abbia preso zero voti. Forse, in quel caso, il candidato dovrebbe domandarsi perché sia &#8220;sceso in campo&#8221;.</p>
<p>Ma a questo punto possiamo chiederci: il voto di scambio è da imputare solo ai politici? Cosa fare se gli elettori dicono che daranno il voto a tutti i candidati che incontrano? Allora ritorniamo sinteticamente al pensiero di Caciagli: le cose si fanno in due.</p>
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		<title>Ragusa scopre la comunicazione politica</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 06:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Grasso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La comunicazione politica è uno di quei temi che mi sta particolarmente a cuore. Soprattutto quando se ne parla nella mia terra. Sabato scorso si è tenuto a Ragusa il convegno &#8220;La Comunicazione Politica. Dalla campagna elettorale alle pratiche governative: [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>comunicazione politica</strong> è uno di quei temi che mi sta particolarmente a cuore. Soprattutto quando se ne parla nella mia terra. Sabato scorso si è tenuto a <strong>Ragusa</strong> il convegno &#8220;La Comunicazione Politica. Dalla campagna elettorale alle pratiche governative: formazione, strumenti e strategie&#8221;.<span id="more-300"></span></p>
<p>Per la prima volta nel capoluogo ibleo si è discusso di comunicazione politica. In un contesto politico particolare: a pochi giorni dalle <strong>elezioni politiche</strong> e in vista delle prossime <strong>elezioni amministrative</strong> che vedranno andare al voto 4 comuni della provincia di Ragusa.</p>
<p>Non è stato un evento di quelli dove i protagonisti sono i politici in voga che ti spiattellano per ore discorsi fumosi sui massimi sistemi. È stato un incontro utile sia agli &#8220;addetti ai lavori&#8221; della politica sia ai profani curiosi di capire come funziona il dietro le quinte del rapporto tra politica, media e cittadini-elettori.</p>
<p>Grazie all&#8217;impegno di <strong>Valentina Spata</strong>, Responsabile per la Rete della Legalità del Mezzogiorno, all&#8217;incontro hanno partecipato<strong> Salvatore Cannata</strong>, Direttore Video Regione, in qualità di moderatore, <strong>Rossana Sampugnaro</strong>, Docente di Sociologia dei fenomeni politici all&#8217;Università degli Studi di Catania, <strong>Paolo Campanile Boggi</strong>, esperto di comunicazione politica e <strong>Matteo Albania</strong>, spin doctor.</p>
<p>Per chi non c&#8217;era, è possibile rivedere l&#8217;evento, trasmesso in video streaming grazie all&#8217;<strong>associazione Youpolis</strong> di Ragusa, sul loro <strong><a title="Conferenza &quot;La comunicazione Politica&quot; Ragusa 2 Marzo 2013" href="http://www.ustream.tv/recorded/29674460" target="_blank">canale online</a></strong>.</p>
<p>«Si è trattato di un momento di confronto sui temi della comunicazione politica, per la prima volta a Ragusa &#8211; commenta <strong>Matteo Albania</strong> -. L&#8217;obiettivo è stato quello di avvicinare i cittadini e gli amministratori locali ad una materia che vive ancora di stereotipi negativi. Con la presenza di professionisti del settore, tra cui la Prof.ssa Sampugnaro, abbiamo voluto scardinare questi pregiudizi e, analizzando l&#8217;ultima campagna elettorale, abbiamo trasmesso un messaggio: la comunicazione politica, se interpretata nel modo più corretto, innesca un processo virtuoso strettamente collegato con la partecipazione democratica e la consapevolezza del voto da parte dei cittadini. Ragusa ha risposto positivamente al messaggio e sono sicuro che ci sarà modo per nuove occasioni di confronto su questi temi che riguardano non soltanto i politici impegnati in campagna elettorale ma anche le amministrazioni a tutti i livelli dell&#8217;architettura istituzionale».</p>
<p><strong>Rossana Sampugnaro</strong> ribadisce come «Il convegno nasca dall’esigenza di comprendere l’evoluzione delle campagne elettorali, specie dopo la piena affermazione dei social-network. Nel corso del dibattito ci siamo soffermati sul backstage delle campagne, sulla dimensione strategica della comunicazione e sul ruolo crescente degli esperti di nuove tecnologie e di consulenti politici nella costruzione delle attività di mobilitazione».</p>
<p>Le attività di mobilitazione ci portano a una riflessione sul boom del M5S: «In quel caso l’attenzione alla comunicazione e al suo controllo è un elemento cruciale tanto da entrare nel Regolamento che i parlamentari del gruppo hanno sottoscritto».</p>
<p>La riflessione sulle <strong>campagne elettorali</strong> continuerà nei <strong>prossimi mesi</strong> anche a <strong>Catania</strong> con una serie di iniziative che coinvolgeranno diversi <strong>professionisti e studiosi della consulenza politica</strong>. Per saperne di più su un mondo tanto affascinante quanto complesso.</p>
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		<title>Acitrezza, Lungomare dei Ciclopi: verso una soluzione?</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 10:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Grasso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Altro passo in avanti per l&#8217;unione del lungomare dei Ciclopi di Acitrezza. Dopo l&#8217;audizione di giovedì scorso con i rappresentanti della commissione Ambiente all&#8217;ARS di Palermo, la prossima tappa sarà la conferenza dei servizi ad Acicastello indetta nei prossimi giorni [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Altro passo in avanti per l&#8217;unione del lungomare dei Ciclopi di Acitrezza. Dopo l&#8217;audizione di giovedì scorso con i rappresentanti della commissione Ambiente all&#8217;ARS di Palermo, la prossima tappa sarà la conferenza dei servizi ad Acicastello indetta nei prossimi giorni dal governo regionale con il Comune castellese, l&#8217;ente gestore del lido, le associazioni locali coinvolte nella vicenda.<span id="more-286"></span></p>
<p>Nei giorni precedenti alla riunione, è scoppiata la polemica sui social network e su alcuni quotidiani regionali. La causa, secondo alcuni utenti Facebook coinvolti nel &#8220;caso Lungomare&#8221;, risale a qualche giorno prima dell’audizione: il Comune di Acicastello con un’ordinanza ha intimato alla ditta “Gli Ulivi” s.r.l. di provvedere a proprie cure e spese alla rimozione delle opere abusive entro 60 giorni dalla notifica dell&#8217;avviso.</p>
<p>Il Sindaco castellese, da canto suo, ha già comunicato che questa settimana gli uffici preposti rilasceranno alla ditta &#8220;Gli Ulivi&#8221; s. r. l. l&#8217;autorizzazione per la ripresa dell&#8217;attività del Lido, esclusa la parte della struttura soggetta ad ordinanza.</p>
<p>Anche Angela Foti, componente della commissione Ambiente all&#8217;ARS, in una nota ufficiale punta con forza all’unione del lungomare dei Ciclopi, guardando, come tutti i partecipanti presenti alla conferenza, alla tutela dell’ambiente e dei lavoratori.</p>
<p>L&#8217;associazione culturale Centro Studi Acitrezza, in occasione dell&#8217;incontro palermitano, ha presentato una nota con la quale si pone a difesa del territorio e dei lavoratori del lido. Il CSA ha proposto la realizzazione di un passaggio permanente ciclo-pedonale ecosostenibile.</p>
<p>&#8220;Il passaggio ciclopedonale che unirà il lungomare dei Ciclopi &#8211; commenta Antonio Castorina, Presidente del CSA &#8211; è un&#8217;opera che tutti i cittadini di Acitrezza aspettano ormai da troppo tempo, nessuno può impedire il libero transito sulla battigia. Vogliamo che vengano rispettati ambiente e lavoratori. Ma soprattutto la volontà popolare e la legge in materia, perché i trezzoti sono stufi di questa situazione&#8221;.</p>
<p>Foto: <a title="Francesco Girone fotografo freelance" href="http://fgirone.blogspot.it/" target="_blank">Francesco Girone</a></p>
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		<title>Elezioni 2013, in viaggio verso il voto</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 17:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Grasso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì tornerò in Sicilia perché domenica ho un appuntamento importante: quello con la cabina elettorale. Per chi studia e lavora con la comunicazione politica credo sia un&#8217;emozione molto singolare tracciare una X sul simbolo della scheda elettorale. Che voto dare? [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì tornerò in Sicilia perché domenica ho un appuntamento importante: quello con la cabina elettorale. Per chi studia e lavora con la comunicazione politica credo sia un&#8217;emozione molto singolare tracciare una X sul simbolo della scheda elettorale.<span id="more-271"></span></p>
<p>Che voto dare? Di protesta? D&#8217;opinione? Ideologico? Di leadership? Di &#8220;pancia&#8221;? Facile, eh? Allora penso ai miei amici e alle &#8220;chiacchiere da bar&#8221; che si fanno sul dibattito politico di questi mesi. Penso ai miei colleghi di lavoro e alla loro visione della politica. Penso ai politici e alle loro diatribe quotidiane per la gestione del consenso.</p>
<p>Provare a mettersi nei panni di chi è indeciso credo sia la cosa più avvincente e angosciante allo stesso tempo. Quando sai che la Sicilia è una di quelle regioni chiave per la vittoria di una coalizione, l&#8217;indecisione sul voto ha una pressione ancora più forte.</p>
<p>Mi fa riflettere anche chi ha già le idee chiare su chi votare. Perché scegliere Tizio e non Caio? Perché la proposta del candidato X è più convincente della proposta del candidato Y? Cosa ha fatto cambiare radicalmente idea al mio amico sul candidato Z?</p>
<p>Sono alcune tra le classiche domande di ogni campagna elettorale. Le competizioni elettorali, si sa, sono un bel mix tra ragione ed emozioni. Difficile capire cosa influisca di più per ogni singolo elettore.</p>
<p>Qualche mese fa ho letto un articolo su un noto quotidiano online che riportava una fantomatica scenetta elettorale ambientata in Sicilia. L&#8217;elettore siciliano che si prepara (mentalmente e fisicamente) giorni e giorni prima dell&#8217;incontro con il &#8220;big&#8221; politico di turno in giro per la campagna elettorale dalle nostre parti. La stretta di mano, la pacca sulla spalla, gli &#8220;spacchiamenti&#8221; (darsi delle arie) con l&#8217;amico-galoppino locale del leader politico come per dire &#8220;vedi, ce l&#8217;ho fatta, mi ha stretto la mano, ora sono importante anch&#8217;io&#8221;.</p>
<p>Quanto di più lontano dalla realtà. Soprattutto attuale. Chissà allora come voteranno i miei amici senza lavoro, quelli precari, quelli lontani e indifferenti al mondo politico, quelli che vivono di pane e politica. Di sicuro in molti non si piegheranno facilmente ai sorrisi, alle frasi a effetto, alle metafore, a chi urla, a chi scende e a chi sale dalla politica. Tanti altri sì. Voterò anche per loro. Con la voglia di fare il bene del mio Paese. Anche con una semplice X.</p>
<p>Intanto penso ancora a quel viaggio di ritorno in Sicilia e alla domenica del voto. Un viaggio (quello elettorale) incerto che rifaremo, probabilmente, presto. Tutti insieme.</p>
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		<title>Lungomare di Aci Trezza, si attende la revoca della concessione al Lido dei Ciclopi</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2013 10:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Grasso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il collegamento del lungomare dei Ciclopi di Aci Trezza segna un&#8217;altra tappa in questa annosa vicenda. L&#8217;ultimo atto è stato il consiglio comunale straordinario all&#8217;aperto di fronte al Lido dei Ciclopi lo scorso 2 febbraio. La maggioranza del civico consesso [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il collegamento del <strong>lungomare dei Ciclopi</strong> di <strong>Aci Trezza</strong> segna un&#8217;altra tappa in questa annosa vicenda. L&#8217;ultimo atto è stato il <strong>consiglio comunale straordinario</strong> all&#8217;aperto di fronte al <strong>Lido dei Ciclopi</strong> lo scorso <strong>2 febbraio</strong>.</p>
<p>La maggioranza del civico consesso presente alla seduta ha votato la <strong>proposta</strong> dei consiglieri <strong>Toni Guarnera</strong> e <strong>Francesco Scuderi</strong> di <strong>revocare la concessione</strong> della struttura balneare sequestrata alla mafia.<span id="more-260"></span> La riunione di consiglio ha visto una buona partecipazione di cittadini interessati al tema. Oltre agli abitanti delle frazioni di Aci Castello e Aci Trezza, hanno partecipato pure alcuni rappresentanti del comitato catanese dei &#8220;<strong>Salvaiciclisti</strong>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;attivismo cittadino continua anche online. Su <strong>Facebook,</strong> con una <strong>pagina fan</strong> dedicata all&#8217;unione del lungomare dal titolo &#8220;<a title="Uniti per il lungomare unito" href="https://www.facebook.com/UnitiPerIlLungomareUnito" target="_blank"><strong>Uniti per il lungomare unito</strong></a>&#8220;, cittadini, movimenti e associazioni stanno sensibilizzando gli utenti del social network vicini alla causa per portare alla ribalta dell&#8217;opinione pubblica il caso che ormai si trascina dagli anni &#8217;60.</p>
<p>Intanto <strong>Giovanni Grasso</strong>, responsabile della pagina fan ha ottenuto, attraverso un rapido botta e risposta online, la promessa di un incontro con<strong> Giampiero Trizzino</strong>, presidente della Commissione Ambiente e Territorio all&#8217;ARS.</p>
<p>&lt;&lt;Solo in Sicilia capita che una strada sia interrotta per più di 50 anni come se nulla fosse &#8211; dichiara <strong>Toni Guarnera</strong>, consigliere comunale del comune rivierasco -. Onore a chi si batte per cambiare le cose. Tutti gli altri saranno giudicati dalla storia&gt;&gt;.</p>
<p>L&#8217;associazione culturale <strong>Centro Studi Acitrezza</strong> ha denunciato più volte lo stato di degrado della costa nei pressi del lido. &lt;&lt;Sono decenni che &#8211; evidenzia <strong>Antonio Castorina</strong>, Presidente del CSA &#8211; il lungomare dei Ciclopi è diviso dal lido che impedisce il libero transito su un tratto di costa che è di incomparabile bellezza&gt;&gt;.</p>
<p>Antonio Castorina, memore del successo ottenuto con la rimozione del cemento dai basalti colonnari del porto di Aci Trezza dopo dieci anni di battaglie, invita i concittadini alla mobilitazione: &lt;&lt;<strong>Mai come adesso siamo vicini ad una soluzione</strong> che possa mettere la parola fine a questa situazione paradossale, ma abbiamo bisogno dell&#8217;aiuto di tutti. Se ognuno fa la propria parte e si resta uniti questo sogno può diventare realtà&gt;&gt;.</p>
<p>La recente lettera dell&#8217;architetto <strong>Vera Greco</strong>, <strong>Soprintendente di Catania</strong>, inviata a un giornale locale ha provocato subito reazioni. Greco ha evidenziato la mancata osservanza delle regole da parte del lido dei Ciclopi e i danni provocati alla scogliera dai tubi di metallo. La struttura balneare ha l&#8217;obbligo di smontare la passerella al termine di ogni stagione. In tal senso, invita il Comune di Aci Castello e il Demanio marittimo a far osservare le disposizioni dell&#8217;autorizzazione.</p>
<p>L&#8217;operato della Soprintendenza di Catania desta qualche perplessità. A mettere in risalto la questione è <strong>Francesco Scuderi</strong>, consigliere comunale castellese, che pone la domanda in maniera provocatoria: &lt;&lt;Mi chiedo cosa farà la Soprintendenza adesso vista la valutazione sui danni irreparabili. Intanto aspettiamo che l’Amministrazione comunale faccia l’atto di revoca&gt;&gt;.</p>
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		<title>Lido dei Ciclopi, nuovo stop dalla Soprintendenza per la passerella</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 21:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Grasso</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Lido dei Ciclopi</strong> torna a far discutere a distanza di poco tempo. La <strong>Soprintendenza di Catania</strong> ha infatti <strong>sospeso per trenta giorni</strong> l&#8217;autorizzazione per la<strong> realizzazione della passerella</strong> che avrebbe unito il<strong> Lungomare dei Ciclopi di Aci Trezza</strong> diviso dalla stazione balneare. Il motivo? La<strong> verifica</strong> richiesta da un&#8217;<strong>associazione ambientalista</strong> sull&#8217;interesse culturale del giardino del &#8220;Lido dei Ciclopi&#8221;.<span id="more-249"></span></p>
<p>Mentre il Sindaco <strong>Filippo Drago</strong> ha chiesto al presidente del consiglio comunale Salvo Danubio di convocare tra sabato o domenica una <strong>seduta straordinaria del consiglio</strong> <strong>all&#8217;aperto</strong> presso il lido dei Ciclopi, c&#8217;è già chi ha preparato il contrattacco.</p>
<p>&#8220;Apprendiamo esterrefatti &#8211; dichiarano<strong> Antonio Castorina</strong> e <strong>Giovanni Grasso</strong>, rappresentanti dell&#8217;associazione culturale<strong> Centro Studi Acitrezza</strong> &#8211; dell&#8217;atteggiamento della Soprintendenza di Catania in merito al passaggio in legno del lungomare dei Ciclopi. Vogliamo sapere urgentemente se la stessa ha verificato sia la presenza dell&#8217;innumerevole quantità di<strong> cemento sugli scogli</strong> presente nell&#8217;area di demanio marittimo dinanzi al Lido dei Ciclopi, sia la distruzione dei <strong>rarissimi pillows-lave</strong>&#8220;.</p>
<p>La famosa passerella è già al centro di critiche nel<strong> febbraio 1960</strong> quando vi era da parte dell’allora sindaco <strong>Claudio Majorana</strong> l’intenzione di collegare il tratto di strada che avrebbe congiunto il lungomare di Acicastello a quello di Acitrezza.</p>
<p>La storia si ripete più o meno con lo stesso registro negli<strong> anni Novanta</strong>. L&#8217;ex sindaco <strong>Paolo Castorina</strong> vede recapitarsi dall&#8217;Assessorato regionale ai Beni culturali la revoca di un parere della Soprintendenza ai Beni culturali di Catania sul progetto di collegamento del Lungomare dei Ciclopi. Oggi il nuovo atto di questa eterna, a quanto pare, vicenda.</p>
<p>La storia si complica ulteriormente se aggiungiamo la presenza dell&#8217;<strong>impalcatura arrugginita del lido dei Ciclopi</strong> che poggia nelle acque dell&#8217;<strong>Area Marina Protetta Isole Ciclopi</strong> come <a title="Lido dei Ciclopi, tra ruggine e promesse  Censurato un cittadino su Fb, è polemica" href="http://ctzen.it/2012/03/05/lido-dei-ciclopi-tra-ruggine-e-promesse-censurato-un-cittadino-su-fb-e-polemica/" target="_blank">già segnalato sempre su queste pagine</a> ma che ancora aspetta una risposta.</p>
<p><a href="http://blog.ctzen.it/cannoliepolitica/2013/01/23/lido-dei-ciclopi-nuovo-stop-dalla-soprintendenza-per-la-passerella/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>La <strong>passerella della discordia</strong> non dovrebbe intaccare in alcun modo la macchia mediterranea del Lido dei Ciclopi perché, secondo il progetto, <strong>sarà costruita a valle rispetto al giardino</strong>.</p>
<p>Sarà interessante capire chi vincerà questo nuovo braccio di ferro del nuovo millennio tra indigeni e forestieri. Tra chi vuole un unione territoriale (e non solo) tra Aci Trezza e Aci Castello e chi vuole una &#8220;catanesizzazione&#8221; (creare un &#8220;salotto buono&#8221; cittadino sulle spalle dei residenti) del paese dei Malavoglia. La storia continua&#8230;<br />
Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/24739299@N07/" target="_blank">Travis76</a></p>
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		<title>Acitrezza, Lungomare dei Ciclopi: l&#8217;unione arriva tra le proteste</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 22:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Grasso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passeggiate, giri in bicicletta, referendum, proteste: tanto rumore per evitare una guerra? No, per circa 20 metri di lungomare. L&#8217;unione del lungomare dei Ciclopi di Aci Trezza sembra arrivare a una conclusione. Tra le polemiche. La causa? Il via libera alla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Passeggiate, giri in bicicletta, referendum, proteste: tanto rumore per evitare una guerra? No, per circa 20 metri di lungomare.<span id="more-235"></span> L&#8217;unione del <strong>lungomare dei Ciclopi di Aci Trezza</strong> sembra arrivare a una conclusione. Tra le polemiche.</p>
<p>La causa? Il via libera alla prosecuzione dell’attività del “<strong>Lido dei Ciclopi</strong>” da parte dell’<strong>Agenzia nazionale per l&#8217;amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata</strong>. L&#8217;ok dell&#8217;Agenzia consentirà la costruzione della passerella che unirà i due tratti, divisi dal lido, del lungomare dei Ciclopi di Aci Trezza con il <strong>lungomare Scardamiano</strong> di <strong>Aci Castello</strong>.</p>
<p>Dove sta allora l&#8217;inghippo? Nel fatto che i cittadini dovranno pagare questa passerella (solo la prima realizzazione è a carico del lido mentre l&#8217;<strong>obbligo di smontaggio</strong> e successivo <strong>montaggio</strong> sarà <strong>a carico</strong> del <strong>Comune di Aci Castello</strong>) e sarà fruibile solo dal primo novembre al 30 aprile. Oltre al danno, la beffa.</p>
<p>I cittadini col <strong>referendum consultivo del 15 maggio 2010</strong> (proposto dal <strong>consigliere Francesco Scuderi</strong> e approvato dal consiglio comunale) avevano votato per un passaggio permanente disponibile tutto l&#8217;anno mentre alla luce degli ultimi eventi<strong> sarà disponibile solo durante il periodo invernale</strong>.</p>
<p>Così monta la protesta. Il <strong>Movimento 5 Stelle</strong> di <strong>Acicastello</strong> ha organizzato domenica 13 gennaio il &#8220;<strong>Lungomare Day</strong>&#8220;, una passeggiata di protesta da piazza Giovanni Verga ad Aci Trezza fino alla piazza principale di Aci Castello, l&#8217;associazione &#8220;<strong>Sicilia da salvare</strong>&#8220;, con la sua presidente <strong>Iolanda Scelfo</strong>, urla al disastro ambientale che la costruzione della passerella potrebbe provocare (così, secondo lei, come è già successo in passato con il <strong>lido Galatea</strong> al confine tra Aci Trezza e Capo Mulini), mentre il Comune di Aci Castello e quello di Catania hanno patrocinato per l&#8217;Epifania la pedalata collettiva &#8220;<strong>Da castello a castello</strong>&#8221; organizzata da diverse associazioni di appassionati ciclisti lamentandosi dell&#8217;impossibilità di arrivare fino ad Aci Trezza perchè il collegamento ciclabile con Aci Castello non è stato ancora realizzato.</p>
<p><strong>Antonio Guarnera</strong>, <strong>consigliere</strong> del comune castellese tra i primi sostenitori del referendum insieme al suo collega Francesco Scuderi (autore della proposta di referendum nel 2009), è profetico nel commentare il via libera ai lavori: &#8220;Non vi è alternativa ad aprire in modo permanente il lungomare alla libera circolazione delle persone. Passerà tempo, qualcuno tenterà di opporsi, ma il naturale stato delle cose sarà ripristinato come il popolo ha deciso grazie al referendum&#8221;.</p>
<p>Il <strong>nuovo atto</strong> di questa lunga vicenda è stato scritto <strong>poche ore fa</strong>. Il consigliere Guarnera, insieme a Scuderi, ha proposto la votazione di un <strong>emendamento in consiglio comunale</strong> sul <strong>piano di utilizzo del demanio marittimo</strong> da parte del Comune di Aci Castello. Sono due i punti dell&#8217;emendamento: la <strong>richiesta della concessione demaniale</strong> per realizzare il passaggio permanente o, in alternativa, l&#8217;<strong>utilizzo di una percentuale della concessione del lido per uso pubblico</strong>.</p>
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		<title>L’URP del Comune, sfogatoio dei catanesi</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2012 23:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Grasso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando penso al rapporto tra i cittadini siciliani e il proprio Comune, mi vengono in mente le immagini di quei vecchietti pensionati che, con le mani sulla ringhiera, guardano con occhio critico da direttori responsabili i lavori in corso su [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando penso al rapporto tra i cittadini siciliani e il proprio Comune, mi vengono in mente le immagini di quei vecchietti pensionati che, con le mani sulla ringhiera, guardano con occhio critico da direttori responsabili i lavori in corso su una strada o in un giardino pubblico. <span id="more-231"></span>Oppure quelle donne avanti con l’età che con carte alla mano si recano nel primo ufficio sottomano urlando “Chi è sta cosa? Chi mi mannasturu? Chi veni a diri?”.</p>
<p>Per fortuna la realtà a Catania è diversa. Ma non troppo. Almeno secondo quanto ha scoperto Carmela Chiara Grancagnolo, ex studentessa della Facoltà di Scienze politiche catanese, con la sua tesi di laurea “Qualità dei servizi e soddisfazione degli utenti &#8211; L’Urp del Comune di Catania”.</p>
<p>L’indagine di customer satisfaction ha verificato lo stato di avanzamento delle proposte del Piano di Comunicazione 2011-2012 del Comune etneo e il grado di percezione e soddisfazione dei cittadini catanesi nel confronti dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Catania.</p>
<p>L’inchiesta campionaria ha prodotto risultati incoraggianti anche se con alcune ombre. Se da un lato i cittadini (per la maggior parte anziani e di media scolarizzazione) mostrano apprezzamento per il servizio offerto sia telefonicamente che allo sportello e per la preparazione del personale addetto, altri si lamentano per il disinteresse dell’amministrazione e la lenta comunicazione in caso di mancata risoluzione del problema. Se a questo aggiungiamo che la maggior parte degli intervistati si rivolge all’URP per problemi relativi alla manutenzione urbana, all’igiene pubblica e alla sicurezza, possiamo concludere che l’ufficio funziona ed è percepito più come un ufficio lamentele, che come luogo predisposto alla partecipazione e all’ascolto dei bisogni dei cittadini.</p>
<p>Un altro dato interessante è quello relativo al mezzo di contatto con l’URP. Solo 3 intervistati hanno dichiarato di usare internet per mettersi in contatto con i responsabili dell’ufficio. Il resto tramite telefono o recandosi allo sportello. Segnale chiaro della scarsa diffusione dei servizi di e-government.</p>
<p>Il caso catanese rispecchia bene la situazione amministrativa dell’Italia secondo la studiosa. L’amministrazione italiana, in generale, e quella catanese, nello specifico, si collocano in una posizione intermedia tra nuovo e vecchio: all’interno degli intenti innovativi rimangono massicce dosi di retorica.</p>
<p>L’amministrazione catanese si presenta come un’amministrazione “orizzontale” secondo Grancagnolo. Che punta a ottenere ottimi risultati in termini di qualità e di relazione col cittadino ma non ha ancora sviluppato un sistema di competenze e risorse, stabili e permanenti, per lo svolgimento di indagini e un miglioramento nell’erogazione dei servizi.</p>
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		<title>Elezioni Catania 2013: 5 cose prima che inizi la campagna elettorale</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 22:18:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Grasso</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Catania si appresta a vivere l’ennesima campagna elettorale per decidere il primo cittadino della città. Dopo i primi fuochi, soprattutto nel centrosinistra, che hanno portato alla ribalta i nomi di Giuseppe Berretta, Maurizio Caserta e di Enzo Bianco come candidati a Sindaco, la corsa alle primarie sta diventando il tema centrale nel dibattito politico catanese.<span id="more-221"></span></p>
<p>Soprattutto dopo le primarie nel centrosinistra nazionale e il dibattito sulla figura di Matteo Renzi, credo sia utile chiarire alcuni punti per i candidati Sindaco del capoluogo etneo:</p>
<p><strong>1. </strong><strong>La comunicazione politica non è tutto. </strong>È vero, è importante e sicuramente centrale per il buon esito di una competizione elettorale ma non può diventare il perno su cui far ruotare la propria campagna. Dall’avvento di Berlusconi per arrivare proprio a Renzi, sembra essere diventata un’ossessione per alcuni politici, studiosi e commentatori del dibattito politico.</p>
<p>Soprattutto di sinistra che, figli di un approccio abbastanza complesso verso la materia di studio, vedono in una comunicazione politica persuasiva (o nel buon uso degli strumenti di marketing politico, chiamatelo volete) qualcosa di diabolico e apocalittico. Forse, sarebbe meglio abbandonare alcuni pregiudizi da “ago ipodermico” e poi valutarne concretamente i benefici.</p>
<p><strong>2. </strong><strong>L’apparato politico conta, nonostante tutto. </strong>Il secondo punto si riallaccia al primo. Si può fare la miglior comunicazione del mondo ma se Bianco, Berretta, Caserta o uno dei futuri candidati del centrodestra avrà dalla sua l’apparato politico non ci sarà partita per le primarie di coalizione (sempre se si faranno).</p>
<p>C’è poco da fare. I numeri, soprattutto al Sud dove il voto è meno libero da un punto di vista ideologico, si conquistano con gli accordi in seno al partito. Il collegio politico, composto dalle segreterie, dai leader nazionali di partito e da quelle poche persone che hanno il potere decisionale sulle candidature, insieme al collegio degli influenti (associazioni e gruppi organizzati), influisce più di un forte sostegno dal basso. Si potrebbe dire che le primarie possono scardinare questo sistema. Chiedetelo a Renzi e poi ne riparliamo.</p>
<p><strong>3. </strong><strong>I media siciliani, opportunità o piaga? </strong>Se il collegio politico è fondamentale per una vittoria almeno alle primarie, nondimeno lo è quello dei media. Va bene, si dirà che siamo in una sorta di monopolio imperfetto ma tant’è e con questo bisogna fare i conti e cercare di coglierne il massimo in termini di visibilità e immagine.</p>
<p>Catania chiaramente è una piazza delicata in questo senso perché è la sede del gruppo mediatico più potente di Sicilia ma un candidato che si rispetti deve far valere la propria agenda cercando un rapporto chiaro e preciso con gli attori della comunicazione multimediale. Sia in termini di immagine che di notorietà.</p>
<p><strong>4. </strong><strong>C’è tempo per una campagna elettorale sui social network. </strong>Anche questo aspetto si ricollega ai recenti avvenimenti politici. E i risultati li abbiamo visti. Ora, vi prego, non cominciamo con le solite storie sull’importanza dei social network, sulla loro influenza sugli elettori, sugli hashtag, i video esilaranti, se Berretta ha più fan di Bianco o se Caserta ha più follower di entrambi. L’Italia, peggio ancora il Sud, ha dimostrato di non essere ancora pronta per fare un vero salto in avanti dal punto di vista tecnologico seppur qualche piccolo sforzo si sta facendo per migliorare le stato delle cose.</p>
<p>Certo, fanno parte di una strategia comunicativa nel suo insieme ed è giusto che sia così ormai. Ma bisogna anche fare i conti con la realtà: la Sicilia ha un grosso gap dal punto di vista delle infrastrutture, la politica siciliana (salvo qualche eccezione) ancora deve capire come si accende un computer, molti preferiscono affidarsi ai parenti smanettoni anziché fare un investimento serio con dei professionisti della comunicazione, la stragrande maggioranza degli utenti di Facebook (giusto per citare il social network più usato in Italia) preferisce condividere gattini, videoclip, foto con la “fungia” davanti allo specchio e robe del genere.</p>
<p>Lo so, ora tanti storceranno il naso perché non si riconosceranno in questa categorizzazione. Ma quei tanti sono gli utenti politicamente attivi per un motivo o per un altro. In numeri? Forse, in termini percentuali, li contiamo sulle dita di una mano. Ok, su quelle di due mani.</p>
<p><strong>5. </strong><strong>Chi vince è un mafioso.</strong> Un altro mito da sfatare, un altro cornice di significato da distruggere. Se la Sicilia, e Catania nel particolare, vuole davvero compiere un passo avanti dal punto di vista culturale, deve mettere in soffitta questo pregiudizio.</p>
<p>Ci hanno tentato, o forse ancora ci provano e ci proveranno, a inquadrare Crocetta come uomo con la coppola e la lupara ma il neo Presidente della Regione Siciliana, fino a prova contraria, non le manda a dire. Cadere nelle solite accuse di voto di scambio, di infiltrazioni mafiose e di altre malefatte del genere darebbe l’assist mediatico per riproporre i soliti cliché meridionali.</p>
<p>L’augurio è proprio quello di partecipare a una campagna elettorale lontana dai soliti schemi, dalle solite frasi stereotipate dei candidati. L’auspicio è quello di trovare un elettorato attento e consapevole che spinga i candidati a mettere al centro del dibattito politico i propri bisogni e desideri. Come direbbe George Lakoff meglio non pensare all’elefante, anzi, &lt;&lt;o Liotru&gt;&gt;.</p>
<p>Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/gpila/8124791645/sizes/l/" target="_blank">Gpila</a></p>
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