Una Raccolta indiscriminata per informare e agire

Informazione e azione concreta. Due ambiti che potrebbero sembrare lontani, ma che in realtà possono funzionare in simbiosi. Soprattutto se si parla di impegno per una causa molto sentita.

Il nostro giornale, ve ne sarete accorti, ha un occhio di riguardo per l’ambiente. Dai blogger specializzati agli articoli che quasi ogni settimana riguardano la salvaguardia del territorio, il tema è un punto chiave nel nostro modo di raccontare Catania e i suoi dintorni, convinti come siamo che il riscatto possibile passi anche da una nuova cultura del rispetto del patrimonio artistico e naturalistico che ci circonda. Se poi quel patrimonio è l’Etna,  ‘a muntagna per la quale ogni catanese sente un’affinità speciale, la faccenda si fa più seria. Capace di incantarci con le sue fontane di lava che acchiappano migliaia di like su Facebook o di farci preoccupare per qualche brontolìo di troppo, se si guarda da vicino il nostro vulcano appare però un territorio trascuratosfruttatoquasi abbandonato a sé stesso. La sua tutela dovrebbe passare per le mani di un Ente parco che non ha gli strumenti adatti per agire e per quelle di comuni troppo affaccendati a fare altro. Le discariche di rifiuti più o meno pericolosi aumentano ogni giorno, per lo sbigottimento di chi ama quel territorio selvaggio e affascinante. Ma anche i cittadini non sono esenti da colpe.

Conciliare la nostra vocazione di giornalisti con un tema del genere non è sembrato difficile. Soprattutto se durante il percorso si incontrano persone dallo spirito affine, come i membri di Radio Lab e i camminatori di Etna Walk. Due associazioni giovani, con tanta voglia di dire un sonoro no a chi si disinteressa del nostro territorio.

L’idea di realizzare domenica 29 aprile la Raccolta indiscriminata è nata quasi da sola, frutto di lunghe chiacchierate e mail. Il terreno scelto – contrada Rinazzi a Nicolosi – è un angolo meraviglioso deturpato da rifiuti, frutto dell’incuria di amministratori e cittadini. Non sarà una semplice azione di pulizia, ma una presa di coscienza del problema attraverso l’informazione e l’azione. Prima della rimozione vera e propria dei rifiuti, verranno realizzate delle fotografie, sarà immortalato lo stato iniziale del terreno. Dopo si continuerà il lavoro attraverso la pulizia vera e propria. Al termine, verranno nuovamente scattate le foto della zona prima di concedersi una passeggiata rilassante lungo il sentiero tracciato dalla colata del 2001.

Conciliare informazione e azione concreta è possibile. Noi crediamo che sia il modo migliore per svolgere il proprio ruolo di cittadini.


Alcune immagini della zona

Consulta la mappa per arrivare al punto di raduno e in contrada Rinazzi

L’evento su Facebook 

Nuovo stadio a Librino: l’opinione dei lettori

Ai lettori di Ctzen l’idea che si faccia il nuovo stadio del Catania Calcio a Librino non piace. O meglio, non piace ai 172 cittadini che hanno votato il sondaggio che abbiamo lanciato in proposito.

Nuovo stadio a Librino. Che ne pensi?

1) Sono solo parole. Non si farà mai. (24 voti: nonostante la conferenza stampa ufficialissima del presidente della società sportiva Nino Pulvirenti e la disponibilità data dal sindaco Raffaele Stancanelli, quello di un nuovo stadio per i rossazzurri appare come un sogno destinato a non realizzarsi. L’ennesimo annuncio strillato, supportato da niente fuorché dalle parole. Del resto, il progetto è ancora da fare, il project financing nel capoluogo etneo fa storcere il naso. E poi Librino, signorimiei, Librino.)

2) Favorevole. Riqualificherebbe il quartiere. (37 voti: Librino è una città satellite, un quartiere dormitorio, lo scenario privilegiato di faide di mafia per il controllo dello spaccio di droga a Catania. E sono per primi gli abitanti a desiderare che le cose cambino. «Potrebbe essere una grande opportunità, se non diventerà una cittadella blindata», diceva Piero Mancuso, coordinatore del settore giovanile dei Briganti rugby di Librino. E gli faceva eco Loredana Gioia, presidente della IX municipalità, contenta di pensare a una presenza forte all’interno del rione. E poi l’indotto: allenamenti e partite di campionato, amichevoli e tornei, gli uffici del centro direzionale comunale e le scuole della Provincia.)

3) Favorevole. Il Catania Calcio ha bisogno di uno stadio di proprietà. (18 voti: come le grandi squadre, come quelli che possono permetterselo. Dice Wikipedia che la Juventus ha iniziato a costruire il suo Juventus Stadium nel 2009, e che le è costato 105 milioni di euro, più 20 milioni di euro per l’affitto del terreno dal Comune di TorinoAlessandro Del Piero, bandiera della squadra, in occasione dell’inaugurazione l’8 settembre 2011 ha detto: «La Juventus è sempre stata un meraviglioso dipinto, e un meraviglioso dipinto ha bisogno di una cornice meravigliosa come questa». E in quella cornice, per battere cassa, ci sono le stelle dei giocatori a mo’ di walk of fame. Se un tifoso voleva metterci pure la sua, poteva. Pagando profumatamente. Che s’inventeranno dalle parti di Torre del Grifo?)

4) Contrario. Librino non è il posto adatto. (20 voti: che sia una zona mal collegata col centro della città è vero. Che spesso e volentieri sia al buio pure. Che sia quasi completamente priva di servizi anche. Ma ci sono anche motivazioni meno presentabili di queste. Posteggiarci la macchina? E se la rubano? Per le partite serali come si fa? «Uno esce buono e non sa come torna», si vocifera. Andarci a piedi è troppo pericoloso, con la macchina c’è da incrociare le dita e contare su una buona assicurazione, con l’autobus neanche a parlarne, a meno di non mettersi alla fermata un’ora prima dell’inizio della partita e accettare di arrivare alla fine del primo tempo.)

5) Contrario. Meglio dare i campetti ai ragazzi. (48 voti: Peppe Cunsolo aveva 13 anni e fino al 2009 giocava nella squadra di rugby di Librino, i Briganti. Ha smesso quando la squadra non ha più potuto allenarsi nel campo di viale san Teodoro. «Da quando ha smesso di allenarsi faceva entra e esci dalla comunità di Solarino», aveva raccontato Piero, il coordinatore della squadra. Per Peppe, morto senza che nessuno sembri saperne nulla, e per i bambini librinesi lo sport rappresenta un’ancora di salvezza. Per questo, Maria T. scriveva: «Facciamo un altro campo di calcio. Edifichiamolo sulla tomba di Peppe Cunsolo e sui sogni di tutti i ragazzini di Librino».

6) Non mi interessa. Non seguo il calcio. (25 voti: opzione inserita a grande richiesta. Come a dire che non di solo pallone vive il catanese.)

[Foto di Leandro's world tour]

‘U cchiu spettu #8

Per passare una serata originale, a Ragusa, qualcuno ha pensato che il modo migliore fosse entrare di notte nel cimitero. Quattro giovani tra i 15 e i 17 anni si sono introdotti nella notte di sabato nel campo santo ibleo e si sono fatti immortalare in posa davanti alle tombe. Un macabro passatempo che, in nome della socialità sempre e per sempre, hanno condiviso sui loro profili su Facebook. Ma le voci corrono e la gente mormora, tanto più che uno scatto con sfondo loculi – com’è evidente – si fa notare. E tra quelli che ci hanno messo gli occhi sopra c’erano anche i parenti dei defunti ritratti nelle foto online. Facile intuire che non abbiano gradito lo svago dei giovani. Per questo li hanno denunciati alla polizia, accusandoli di vilipendio alle tombe e profanazione della memoria dei cari estinti.

‘U cchiu spettu #7

La polizia lo ha arrestato mentre era all’interno dell’auto che stava usando per spingere una vettura rubata. È successo ieri in viale Mario Rapisardi dove il venticinquenne rumeno Raicu Ionut Ciprian, accusato di furto aggravato, era giunto dopo che con l’aiuto di alcune persone aveva cominciato a spingere un’automobile da via Generale Ameglio. Quest’ultima presentava la rottura del vetro dello sportello anteriore sinistro e la manomissione dell’apparato elettrico di accensione.

All’arrivo degli agenti, allertati da una segnalazione, i complici sono fuggiti per le vie limitrofe mentre il giovane Raicu è stato colto con le mani nel sacco, o meglio sul volante.

 

 

‘U cchiu spettu #6

Compra una Ferrari e non paga le rate. Protagonista della singolare vicenda un professionista furbetto di Siracusa con la passione per le macchine costose. Senza però voler mettere mano al portafogli. Così, il nostro eroe, acquistata una F599 del valore di 250 mila euro, paga le solo le prime delle 60 mensilità del finanziamento e smette di onorare il debito, continuando però a sfrecciare sul bolide della casa di Maranello.

Dopo varie diffide da parte della finanziaria, il neoferrarista decide di sbarazzarsi del problema, cedendo il veicolo ad un autosalone del Ragusano, che avrebbe dovuto contrattarne la vendita. Ma la compravendita non è mai iniziata: il bolide è infatti stato intercettato dalla polstrada di Ragusa che, su ordinanza del tribunale di Bologna, ne ha disposto il sequestro, contestando al professionista aretuseo il reato di appropriazione indebita.

Chi troppo vuole…

‘U cchiu spettu #5

Il temuto riconoscimento targato CTzen oggi atterra dritto dritto sugli Iblei. Ad aggiudicarselo, senza nemmeno troppe difficoltà, un ragusano di 35 anni. La motivazione? Lampeggiava dalla propria automobile per segnalare agli altri automobilisti la presenza di un posto di blocco della polizia.

Il fattaccio si è consumato lo scorso 22 ottobre sulla Ragusa-Catania, nei pressi di contrada Coffa, nel comune di Chiaramonte Gulfi. Ad andargli incontro però il furbissimo 35enne non ha trovato un guidatore riconoscente ma una macchina civetta della polizia stradale che controllava la zona.

Così il segnalatore si è beccato una denuncia per violazione dell’articolo 340 per interruzione di pubblico servizio. L’uomo è stato sanzionato con un decreto penale di condanna da parte della Procura e dovrà pagare una multa di 1000 euro.

Quando si dice andarsela a cercare.

Come gli exit-poll, le risposte dei citizen ai nostri sondaggi

Più o meno ogni settimana aggiorniamo il giornale con un sondaggio nuovo. Dalla nostra partenza a bordo di un’apecar a oggi, ne abbiamo lanciati sette. I temi li abbiamo scelti basandoci sulla cronaca e su quello che sul giornale funzionava di più, che si faceva leggere e creava dibattito.

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‘U cchiu spettu #4

A volte la fantasia supera di molte lunghezze la realtà. Ma la storia che vi raccontiamo oggi di fantastico ha solo l’ispirazione del protagonista. Si tratta di Marco Polizzotto, palermitano di 25 anni che, alle 15 di ieri, come un novello ibrido tra Spider Man e Reinhold Messner, si è arrampicato sulla facciata di una palazzina di piazzetta Giunchi, a Palermo, per tentare di rubare all’interno di un appartamento del secondo piano.

Ma il nostro eroe, a differenza dell’uomo ragno, non è stato un maestro di discrezione: la sua scalata in pieno giorno non ha lasciato indifferenti i passati che, vedendolo saltare da un balcone all’altro, hanno allertato le forze dell’ordine. Giunta sul posto, la polizia ha tratto il presunto ladro-acrobata in arresto con l’accusa di tentato furto aggravato in appartamento. Prima che le forze dell’ordine lo cogliessero sul fatto – complice l’assenza dei proprietari – il giovane ha messo a soqquadro numerose stanze dell’abitazione, senza però riuscire a portare via nulla.

‘U cchiu spettu #3

'u premiu oscar ppi cchiddi spetti 'ppdiddaveruUn Messinese di 48 anni è stato denunciato dalla polizia per aver messo in vendita su Ebay e Subito.it una Fiat 500 rubata. L’uomo aveva dato appuntamento a una probabile acquirente dell’auto, ma non si era presentato all’incontro. La donna ha quindi rintracciato, tramite Facebook, l’intestatario del veicolo indicato sulla carta di circolazione inviata via mail dal presunto venditore. Proprio il legittimo proprietario l’ha informata del furto avvenuto lo scorso 24 gennaio a Santa Teresa Riva, in provincia di Messina.

 

‘U cchiu spettu #2

'u premiu oscar ppi cchiddi spetti 'ppdiddaveruPartivano in gruppo da Catania per rapinare le banche del nord. È opera di due uomini – Giovanni Marletta, 31 anni, e Cristian Salamone, 22, entrambi residenti a Mascalucia  – e di due donne, anch’esse catanesi. Per i pendolari della rapina un bottino da 17 mila euro. Ad incastrarli per il colpo all’agenzia della banca Romagna Cooperativa di Villalta a Cesenatico, telecamere e testimoni. I quattro, infatti, avrebbero agito a volto scoperto e a mani nude. Gli uomini sono ancora in carcere, mentre le donne hanno l’obbligo della firma dai carabinieri tre volte a settimana. L’accusa è di rapina in concorso, ma rischiano grosso: sono indagati, infatti, per un’altra decina di rapine in banche della Romagna, delle Marche e della Toscana. I colpi sarebbero tutti realizzati con la stessa tecnica.